Rai, Pdl: Sia Vigilanza a discutere mozioni. Merlo (Pd) apre
“La mia richiesta è vecchia di 15 giorni. Non capisco perché proprio ora si siano svegliati autorevoli esponenti della Camera”. Così il senatore Alessio Butti (Pdl), capogruppo del partito in commissione di vigilanza Rai, commenta le polemiche sulla richiesta – avanzata dal gruppo Pdl a San Macuto – di un “congelamento” delle mozioni sul pluralismo nell’azienda pubblica presentate in Parlamento. “Non ho ancora notizie dalla presidenza del Senato – ha aggiunto Butti -–, so che il presidente Cicchitto si farà portavoce della stessa richiesta verso il presidente Fini”. Sul “congelamento” si sono trovati divisi il Pdl e il gruppo di Fli, con l’esponente finiana in commissione (Flavia Perina) sulle stesse posizioni del Pd, favorevoli a una discussione rapida delle mozioni in Parlamento. Il Pdl invece chiede che siano rispettate le prerogative della Vigilanza e che l’organo bicamerale non venga scavalcato dal Parlamento. La questione delle mozioni è stata sollevata in aula a Montecitorio dal leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini. A lui ha replicato il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che ha confermato la disponibilità – se ci fosse una convergenza unanime – al ritiro dei documenti per riportare il dibattito sul pluralismo in Rai nell’ambito della commissione di Vigilanza. Anche per Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione e deputato del Pd, “nel rispetto per la sovranità del Parlamento, è innegabile che le mozioni sul pluralismo nella Rai in discussione alla Camera e presentate al Senato, non possono ledere il ruolo, la funzione e i compiti della commissione di merito, cioè la commissione di vigilanza che è, innanzitutto, una commissione bicamerale”. Il presidente dell’organismo di controllo parlamentare, Sergio Zavoli, ha ribadito: “Il presidente Fini ha già dato una prima risposta, mentre Schifani si troverebbe di fronte a una nuova lettera. Se non replicasse nuovamente, resteremo comunque con la risposta di un’unica Camera. Il presidente aveva già interpellato le Camere in merito, ricevendo solo una risposta da Fini, secondo il quale non vi è alcuna sovrapposizione tra l’attività della Camera e quella della commissione”.
Questa settimana – ha spiegato Casini in aula – abbiamo calendarizzato, su una richiesta di Fli che mi trova d’accordo, una mozione sul pluralismo tv. Tutto questo, se non ci fosse la commissione di Vigilanza e se l’ordinamento lo prevedesse, non sarebbe un vulnus. Ma guarda caso nelle stesse ore al Senato si è presentata un’altra mozione con contenuti opposti. Stiamo attenti – ha avvisato il leader Udc – perché se si va avanti con la possibilità alle maggioranze pro tempore di censurare le singole trasmissioni televisive si apre una spirale che non si sa dove ci porta. A due giorni di distanza avremo delibere con finalità opposte. Si rischia – aggiunge – di creare dei precedenti pericolosi che delegittimano il Parlamento”. Una riflessione condivisa dal capogruppo Pdl Cicchitto che ha parlato di “indebita forzatura su questo terreno” e che si è detto pronto a ritirare le mozioni presentate dal Pdl alla Camera e al Senato per riportare la questione, per un dibattito sereno, in commissione di Vigilanza. “Non siamo stati noi ad aprire questo gioco – ha sottolineato Cicchitto, rispondendo a Casini -. Non siamo stati noi a presentare una mozione che ha, non nel suo dispositivo ma nella sua articolazione, qualche bersaglio”, ha detto Cicchitto, riferendosi alla mozione Fli. Per Cicchitto, poi, “è stata fatta una forzatura nella riunione dei capigruppo: perché c’è una commissione di Vigilanza sulla Rai e quella è la sede per un confronto sereno su questi problemi. Per quello che ci riguarda – ha quindi chiosato Cicchitto – siamo disponibili, a condizione che ci sia atteggiamento analogo da parte degli altri, a ritirare le mozioni e a tornare alla commissione di Vigilanza”. Intervenendo in aula dopo Casini, il capogruppo Fli Bocchino si è detto d’accordo con l’auspicio che, se dovessero emergere due maggioranze diverse alla Camera e al Senato, “non si utilizzino per una guerra tra una e l’altra maggioranza armata contro l’altro ramo del Parlamento”. Bocchino ha aggiunto che nella mozione Fli non c’è “nessuna censura, ma solo un invito al governo ad avere garanzie scritte sul pluralismo” nell’ambito del nuovo contratto di servizio e al “monitoraggio costante di quelli che sono gli obblighi del pluralismo per quanto riguarda le trasmissioni Rai.
Il Velino
