01 feb 2011

Giro di vite per i siti che inneggiano alla violenza

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Corsi riservati a docenti e studenti per un uso politically correct della Rete e agevolazioni fiscali (detrazione del 50% del costo dell’abbonamento) per chi diffonde siti culturali. Lo prevede la proposta presentata a Palazzo Madama dal senatore Alessio Butti, che propone un giro di vite per i siti che istigano al consumo di droga e alla violenza, che divulgano materiale pornografico o pubblicizzano messaggi per l’adescamento o lo sfruttamento sessuale dei minori: fino a cinque anni di carcere e una multa che puo’ arrivare fino a 50mila euro per chi crea siti di questo tipo. “Non si vuole restringere il diritto fondamentale sancito dall’articolo 21 della Costituzione, ma – spiega Butti – i dati sulla diffusione nel web di contenuti illegali altamente immorali sono allarmanti. Esistono, solo per fare un esempio, siti in cui viene minuziosamente descritto il procedimento di fabbricazione di sostanze stupefacenti o di ordigni esplosivi cui possono liberamente accedere, intenzionalmente o casualmente, gli 8mila bambini che navigano in rete per circa tre ore e mezzo al giorno”. Per questo, sottoline l’esponente del Pdl, “bisogna fornire alle autorità gli strumenti per la repressione dei reati e ai gruppi sociali e ai singoli utenti gli strumenti per la scelta dei contenuti, sopratutto per un’adeguata tutela dei minori”.

Fonte: La Stampa del 31 gennaio 2011

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