 ALESSIO BUTTI
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 PAR CONDICIO: CDA 'NO A NORME DANNOSE',DOMANI VIGILANZA/ANSA

mercoledì 17 febbraio 2010 14.39
PDL,OK MEDIAZIONE MA RIFORMA LEGGE; PD,RIFLETTERE SU ABERRAZIONI (di Angela Majoli) (ANSA) - ROMA, 16 FEB - Il regolamento sulla par condicio 'incide negativamente sui palinsesti' e 'rischia di creare una disparita' tra l'informazione Rai e quella delle emittenti private'. Il cda di Viale Mazzini boccia all'unanimita' le norme varate dalla Vigilanza, disposizioni che tuttavia l'azienda non puo' 'in alcun modo interpretare', bensi' solo 'applicare'. La palla, dunque, torna nel campo della Vigilanza: il presidente Sergio Zavoli, che lavora ancora a una mediazione, convoca per domani alle 14.30 l'ufficio di presidenza. E il Pdl apre alla possibilita' di reinterpretare il testo, purche' il Pd ammetta che la legge ha fatto il suo tempo.
Gia' forte del mandato, ottenuto dal cda la scorsa settimana, a rappresentare a San Macuto le 'criticita'' del regolamento, il presidente della tv pubblica Paolo Garimberti incassa oggi l'unanimita' del consiglio, compatto - al di la' degli schieramenti - nelle critiche alle norme che ingessano l'informazione e mettono a rischio i talk show. 'Su un tema che poteva dividere ci siamo trovati tutti d'accordo nella difesa degli interessi aziendali: adesso aspettiamo fiduciosi le decisioni della Vigilanza', commenta Garimberti, che nei giorni scorsi aveva raccolto anche le proteste dei conduttori dei principali programmi di approfondimento, da Bruno Vespa a Giovanni Floris, da Michele Santoro a Lucia Annunziata.
Parola, dunque, alla Vigilanza. Zavoli, anche nei giorni scorsi, non ha fatto mistero di puntare a una 'interpretazione ragionevole' delle norme piu' discusse, e dunque a un testo che, senza stravolgere il regolamento, venga incontro alle difficolta' evidenzate dalla Rai. Al centro delle polemiche, in particolare, il comma 9 dell'articolo 3, secondo il quale nell'ultimo mese di campagna elettorale (dal 28 febbraio) le tribune politiche sono collocate negli spazi degli approfondimenti piu' seguiti o in spazi di analogo ascolto; e il comma 4 dell'articolo 6, in base al quale le trasmissioni di informazione sono disciplinate dalle regole proprie della comunicazione politica.
E' soprattutto su questo secondo punto che, con ogni probabilita', domani si discutera' in ufficio di presidenza: il Pd punterebbe a rivotare su questa parte del testo, che considera una forzatura rispetto alla legge sulla par condicio; il Pdl, invece, e' pronto a reinterpretare tali disposizioni, purche' l'opposizione ammetta che la par condicio ha fatto il suo tempo e va riformata. 'Siamo soddisfatti per l'unanimita' raggiunta nel dichiarare la par condicio una legge anacronistica, confusa, a tratti inapplicabile', dice il capogruppo del Pdl in Vigilanza Alessio Butti, che ribadisce come il regolamento non abbia 'soppresso alcuna trasmissione.
Certo - sottolinea - abbiamo applicato la legge sugli approfondimenti informativi: se non va bene, anche il centrosinistra lo ammetta e mettiamo mano in tempi brevi alla riforma della legge'. Sbaglia pero' la Rai, secondo Butti, a chiamare in causa le tv private, per le quali 'l'Agcom varera' un regolamento simile, dunque la difficolta' varra' per tutti'.
E certamente a Mediaset non faranno i salti di gioia se dovranno confrontarsi con norme analoghe a quelle imposte oggi alla Rai.
La par condicio 'non ha mai previsto ne' prevede simili aberrazioni', replica il capogruppo del Pd Fabrizio Morri, convinto che la presa di posizione della Rai possa indurre le forze politiche a 'cancellare, nella sede propria della commissione stessa, norme palesemente incostituzionali'. Chi non vuol sentire parlare di riforma della par condicio e' l'Udc: 'Resta un punto fermo di garanzia del pluralismo e dell'equilibrio informativo in campagna elettorale', avverte il capogruppo centrista in Vigilanza, Roberto Rao. 'Su questo ci scontreremo dopo le elezioni'.(ANSA).
MAJ 16-FEB-10 20:40 NNNN
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