 RIFLESSIONI SUL VOTO
Si è appena conclusa una delle campagne elettorali più strane degli ultimi anni. Il successo del PdL, che è stato riconosciuto anche da nemici acerrimi come Di Pietro e da avversari come Bersani, è evidente e non necessita di interpretazioni. Tutti gli osservatori e gli analisti davano per finito Berlusconi, addirittura Bersani diceva " tira un'altra aria" dando prova di sensitività non comune. Abbiamo sottratto ben quattro regioni alla sinistra e il PdL ha retto l'onda d'urto mediatica e giudiziaria che puntualmente si è scatenata. Certo, abbiamo registrato una flessione che il linguaggio dei numeri ci sta aiutando a comprendere. Migliaia di nostri elettori non sono andati a votare ed è questo un avvertimento che abbiamo il dovere di considerare con grande attenzione ed umiltà. Ci hanno detto "Così non va bene, ma piuttosto che votare qualche altro simbolo ci asteniamo".
L'analisi del voto locale è impietosa sotto questo aspetto perchè se il PdL avesse riportato a barrare il proprio simbolo tutti gli elettori intercettati alle ultime Europee avremmo veramente sfiorato il 38% in provincia di Como.
Gli elettori leghisti sono tornati tutti a votare, i nostri no.
Questo va letto come un segnale di affetto da parte di chi ama il PdL, ma che nel contempo non ne condivide alcune espressioni sia a livello nazionale che, soprattutto, locale. Hanno ragione.
Il PdL deve produrre politica di qualità negli Enti Locali così come negli altri livelli istituzionali. In Parlamento dobbiamo occuparci un po' meno di giustizia e un po' più di economia, di lavoro, di valori. Negli enti territoriali occorre dedicarsi alla soluzione degli annosi problemi locali e non alla conquista di piccole isole di potere personale o a protagonismi dannosi quanto inutili.
Le polemiche, le rivendicazioni a mezzo stampa e gli anatemi che i soliti noti scagliano senza mira e che ironicamente ho definito "fuoco amico" non ci aiutano a moralizzare la politica e a risolvere i problemi della città di Como e del territorio lariano. Anzichè pensare alle poltrone, ai CdA e alle giunte, gli amministratori e i "Mangiafuoco" che li comandano a bacchetta dovrebbero lavorare più convintamente per la città e per la provincia. E' troppo facile uscire sui giornali sparando bordate a destra e a manca, sarebbe più utile guadagnare la ribalta della cronaca annunciando la realizzazione del campus universitario, o della nuova Ticosa, o del palazzetto dello sport o di qualche infrastruttura importante. Dobbiamo essere tutti più umili e ascoltare la gente offrendo qualche risposta concreta.
La campagna elettorale è stata vivace e non nascondo la soddisfazione di aver incontrato tanti giovani alle nostre iniziative.
Siamo stati i più bravi a sensibilizzare e ad attivare i ragazzi e le ragazze che ancora provano il gusto dell'impegno politico e sociale; giovani da valorizzare facendo grande attenzione a non trasmettere loro il fascino negativo della politica, bensì le tensioni virtuose e ideali. Certo, lo spettacolo offerto da qualche cattivo maestro non rappresenta un esempio edificante, ma ripongo in loro grande fiducia perchè hanno capito che la politica va ripulita dalle scorie che la sporcano, la inquinano, la contaminano.
Il PdL di Como ha conseguito un grande risultato non solo in termini percentuali, ma anche per quanto riguarda i seggi conquistati, con il raddoppio dei nostri rappresentanti al Pirellone. Un grande successo ottenuto grazie ad un team affiatato che non ha lesinato energie. A questo team di amministratori, giovani e simpatizzanti va il mio ringraziamento e il mio augurio di una Pasqua serena.
Alessio Butti
1.04.2010
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