ALESSIO BUTTI
  newsletter n.118 del 30 aprile 2009

mercoledì 06 maggio 2009 13.03



NEWSLETTER del 30.04.2009

LOCALE

1) Tessile. Il sen. Butti annuncia alle associazioni di categoria le nuove misure introdotte dal Ministero dello Sviluppo Economico per dare sostegno al settore

2) ALPTRANSIT. Il sen. Butti si è attivato per accelerare la progettazione definitiva dell'opera.


NAZIONALE



3) Federalismo fiscale. Non è tutto oro ciò che luccica: occorreranno diversi anni prima che entri a pieno regime. Vediamo nel dettaglio i punti salienti del testo approvato dal Senato il 29 aprile 2009.
















1) TESSILE. IL SEN. BUTTI ANNUNCIA ALLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA LE NUOVE MISURE INTRODOTTE DAL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO PER DARE SOSTEGNO AL SETTORE

Come anticipato in occasione della riunione del 6 aprile u.s. presso Villa Grumello, "il cosiddetto Tavolo della crisi" prosegue nella propria attività recependo, (e questo è ciò che più importa) non solo le istanze del Sistema Moda Italia, ma anche le proposte che attraverso il Vostro importante contributo ho personalmente avanzato.
La circolare interpretativa con la quale si estende l'utilizzo del credito di imposta alla ricerca e sviluppo anche alle attività collegate ai campionari e alle collezioni è stata presentata e approvata dal Ministro dello Sviluppo Economico. Avevo pronosticato 5/6 settimane e quindi siamo ampiamente nei tempi. Per consentire l'utilizzo di tale agevolazione alle imprese interessate è stata rinviata da parte dell’Agenzia delle Entrate la data di presentazione delle richieste al 6 maggio p.v.

Per valorizzare le reti di imprese, in fase di conversione in legge del decreto 5/09 recante “misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi”, è stato inserito il contratto di rete, attraverso il quale è ora possibile dare un forte riconoscimento verso i terzi (siano essi pubblici o privati) alle nuove tipologie di relazioni produttive ed organizzative tra le imprese.
Entro la prima decade di giugno sarà istituito uno sportello telematico per ricevere le proposte progettuali da parte delle imprese in merito al bando (120 mln di euro a valere sulle risorse FIT) finalizzato a favorire l’innovazione dei prodotti e dei processi per la sostituzione di sostanze pericolose indicate dal Regolamento REACH.
Il Ministero dello Sviluppo Economico nelle prossime settimane procederà alla formulazione di nuove proposte in merito al sostegno per lo sviluppo tecnologico ed innovativo delle imprese, e, in collaborazione con il Ministero del lavoro (titolare della competenza), sta valutando la formulazione di nuove proposte in tema di ammortizzatori sociali e occupazione femminile.

2) ALPTRANSIT. IL SEN. BUTTI INTERVIENE PER ACCELERARE LA PROGETTAZIONE DEFINITIVA DELL'OPERA
Proseguono i contatti istituzionali del sen. Butti per accelerare l'approvazione del progetto definitivo dell'AlpTransit.
AlpTransit è un ambizioso progetto svizzero di alta velocità ferroviaria, lungo gli assi del San Gottardo e del Lotschberg, che ha per obiettivo la costruzione di un tratto ferroviario sotterraneo nord-sud attraverso le Alpi. Grazie a collegamenti ferroviari veloci, comodi ed ecologici, le distanze tra il nord e il sud dell'Europa si accorceranno sia per il traffico passeggeri che per quello merci.
Ciò consentirà ai convogli che vi transiteranno di raggiungere la velocità di 250 km/h, riducendo il tempo di viaggio tra Zurigo e Milano da 4 ore e mezza a 2 ore e mezza, una volta completati anche i tunnel del Monte Ceneri e dello Zimmerberg.
Tra gli interventi in territorio Italiano è previsto il quadruplicamento della linea Chiasso-Monza. Il progetto preliminare di questo intervento è stato presentato da RFI al Ministero nel lontano 2003, ma da alcune riunioni è emerso che, sarebbero ancora in corso approfondimenti volti alla risoluzione di alcune problematiche territoriali/progettuali poste dalla Regione Lombardia.
Quindi, a distanza di 5 anni dalla presentazione del progetto preliminare si è ancora lontani dall'approvazione con evidenti ripercussioni sul crono-programma dell'intera opera.
Il senatore Butti si è quindi prontamente attivato per far sì che questo ritardo venga colmato dalle autorità competenti.




3) FEDERALISMO FISCALE, NON E' TUTTO ORO CIO' CHE LUCCICA. OCCORRERANNO DIVERSI ANNI PRIMA CHE ENTRI A PIENO REGIME.
VEDIAMO NEL DETTAGLIO I PUNTI SALIENTI DEL TESTO APPROVATO DAL SENATO IL 29 APRILE 2009

Unità nazionale – Un emendamento targato Pd ha ribadito la centralità dell’unità della nazione e la necessità di recuperare il gap tra le varie aree del paese. Il sì dell’aula di Montecitorio alla norma è stato unanime.

Spesa storica – L’articolo 1 stabilisce che il ddl delega costituisce “l’attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, assicurando autonomia di entrata e di spesa di comuni, province, città metropolitane e regioni e garantendo i princìpi di solidarietà e di coesione sociale, in maniera da sostituire gradualmente, per tutti i livelli di governo, il criterio della spesa storica e da garantire la loro massima responsabilizzazione e l'effettività e la trasparenza del controllo democratico nei confronti degli eletti".
Fissa “i principi fondamentali del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, disciplina l'istituzione e il funzionamento del fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante nonché l'utilizzazione delle risorse aggiuntive e l'effettuazione degli interventi speciali di cui all'articolo 119, quinto comma, della Costituzione.
Disciplina altresì i princìpi generali per l'attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, province, città metropolitane e regioni e detta norme transitorie sull'ordinamento, anche finanziario, di Roma capitale”.

Costi standard – Tra gli emendamenti all’articolo 2 accolti c’è quello che stabilisce come tra i primi decreti legislativi da approvare c’è quello che “contiene la determinazione dei costi e dei fabbisogni standard sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni”.

Commissione bicamerale – Viene istituita una Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale. Trenta i membri, tra deputati e senatori, affiancata da un comitato ad hoc delle autonomie locali, di cui faranno parte dodici membri: sei in rappresentanza delle regioni, due in rappresentanza delle province e quattro in rappresentanza dei comuni.

Commissione tecnica paritetica – Nasce la commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale. Ha il compito di acquisire ed elaborare elementi conoscitivi per la predisposizione, da parte del governo, degli schemi dei decreti legislativi di attuazione della delega in materia di federalismo fiscale.
Ne fanno parte 30 componenti, dei quali 15 rappresentanti tecnici dello Stato e 15 rappresentanti tecnici degli enti territoriali. Partecipano inoltre alle riunioni un rappresentante tecnico della Camera e uno del Senato e un rappresentante tecnico delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome.
Sarà creata anche una conferenza “sede di condivisione delle basi informative, finanziarie e tributarie”.

Anagrafe tributaria – Definiti i compiti della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

Lotta all’evasione fiscale - Il ddl prevede il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali nell’attività di contrasto dell’evasione fiscale e l’individuazione di adeguati meccanismi diretti a coinvolgere regioni ed enti locali nell’attività di recupero dell’evasione fiscale.

Fisco regionale – Le Regioni disporranno di tributi e di compartecipazioni erariali, in via prioritaria all’Iva, per finanziare le spese per lo svolgimento delle funzioni di propria competenza e anche le spese statali sulle quali esercitino “funzioni amministrative”.

Irpef – Accolto in commissione (quindi approvato in aula) un emendamento del Pd che disciplina principi e criteri per l’esercizio delle competenze legislative e sui mezzi di finanziamento. I democratici hanno sostenuto di aver evitato la “balcanizzazione dell’Irpef”, con 21 diverse basi imponibili, una per ogni regione.

Patto di convergenza – Via libera alle misure che riguardano il “patto di convergenza” e il “patrimonio degli enti locali”.

Fondo perequativo – Stabilito il funzionamento del fondo perequativo. È previsto, tra l’altro, un periodo transitorio di cinque anni in cui attuare progressivamente il passaggio dal finanziamento della spesa storica al finanziamento dei costi standard ed alla perequazione della capacità fiscale per abitante, oltre a un ulteriore periodo transitorio di cinque anni in cui lo Stato, con risorse del proprio bilancio, può contribuire alle spese di regioni in cui “emergano situazioni oggettive di significativa e giustificata insostenibilità” del nuovo assetto finanziario.

Città metropolitane – Salgono a nove le città metropolitane, che sono: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria (il capoluogo calabrese, assente dalla lista approvata dal Senato, è stato inserito con una modifica in commissione, confermata dall’aula di Montecitorio). In esse non sono comprese le aree metropolitane delle regioni a statuto speciale (Trieste, Palermo, Catania, Messina e Cagliari).
La proposta di istituzione delle città metropolitane avviene da parte di Comune e Provincia e su di essa viene svolto un referendum tra tutti i cittadini della Provincia. Con l’istituzione della città metropolitana la Provincia “cessa di esistere”.

Roma capitale – Viene contemplato l’ordinamento transitorio di Roma capitale. Oltre a quelle attualmente spettanti al comune di Roma, sono attribuite alla Capitale nuove funzioni amministrative: concorso alla valorizzazione dei beni storici, artistici, ambientali e fluviali, previo accordo con il ministero per i Beni e le attività culturali; sviluppo economico e sociale di Roma capitale con particolare riferimento al settore produttivo e turistico; sviluppo urbano e pianificazione territoriale; edilizia pubblica e privata; organizzazione e funzionamento dei servizi urbani, con particolare riferimento al trasporto pubblico e alla mobilità; protezione civile, in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e la regione Lazio.










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