 newsletter speciale pedemontana 31.07.2009

venerdì 31 luglio 2009 17.58
NEWSLETTER Speciale Pedemontana 1) PEDEMONTANA. L'arcano dell'estate Le certezze (poche), le contraddizioni (insistenti) dell'opera infrastrutturale più attesa dal territorio 2) PEDEMONTANA. Sintesi delle audizioni relative all'infrastruttura e alle opere ad essa connesse, in Commissione Lavori Pubblici del Senato 3) PEDEMONTANA. Interviste rilasciate dal Presidente della Provincia di Como, dal Presidente di Pedemontana e dal sen. Butti al quotidiano "La Provincia", rispettivamente il 25, il 29 giugno ed il 29 luglio 2009. 4) PEDEMONTANA. Interrogazione a risposta scritta del sen. Alessio Butti al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, del 21 luglio 2009 1) PEDEMONTANA. L'arcano dell'estate Le certezze (poche), le contraddizioni (insistenti) dell'opera infrastrutturale più attesa dal territorio "Partiamo dalle certezze. La prima, impossibile da negare, è che il 29 marzo 2006 il CIPE approva il progetto preliminare del Sistema Viabilistico Pedemontano lombardo e la relativa deliberazione, n°77, risulta pubblicata sulla G.U.R.I. del 23 novembre 2006. In quel "preliminare" approvato fa capolino il sistema tangenziale di Como articolato in due lotti funzionali con i seguenti costi: 145 milioni di € per il primo lotto e 400 milioni di € per il secondo lotto. E' un sogno che si avvera. Infatti il 19 febbraio 2007 diversi soggetti tra i quali la Regione Lombardia, qualche amministrazione provinciale, l'ANAS, l'Autostrada Pedemontana Lombarda S.p.A. e il Ministero delle Infrastrutture siglano l'Accordo di Programma per la realizzazione del Sistema Viabilistico Pedemontano. L'attenta lettura dell'Accordo di Programma non può serbare brutte sorprese. All' Art. 10) si legge che "....l'opera (Pedemontana) dovrà essere realizzata nella sua interezza (cioè comprensiva della tangenziale di Como)...". All' Art. 11) s'impegna ANAS e Ministero delle Infrastrutture "...a predisporre i necessari provvedimenti al fine di garantire, in attuazione della Delibera CIPE 77/2006, i finanziamenti necessari alla realizzazione dell'intero Sistema viabilistico Pedemontano..." La nostra tangenziale è sempre lì, con i suoi due lotti e i suoi finanziamenti. E infatti il sen. Castelli in più audizioni tenutesi in Senato, delle quali riportiamo stralci di nostro interesse, confermerà che se la progettazione del 2° lotto della tangenziale di Como non avesse patito la superficialità (per usare un eufemismo) di qualche genio dell'ingegneria oggi non saremmo qui a discutere. Ma i nodi vengono sempre al pettine. Il 19 marzo 2009 Autostrada Pedemontana SpA valida il progetto definitivo dell'intera opera comprensiva dei due lotti della tangenziale di Como. Attenzione, i costi sono lievitati per il primo lotto a 222 milioni di € e per il secondo lotto a 750 milioni di €. Per Bacco! Cosa sarà mai accaduto. Ve lo spieghiamo in due modi, uno elegante e forbito nel linguaggio; l'altro un po' più grezzo. Il primo: nel corso della redazione del progetto definitivo emerge la criticità del 2° lotto della "nostra" tangenziale in relazione alla natura idrogeologica dell'intervento tanto che sia la Regione sia Società Pedemontana SpA chiedono alla Provincia di Como di considerare un'ipotesi progettuale alternativa. Il secondo: qualcuno ha completamente "cannato", è proprio il caso di dirlo, il progetto preliminare dimenticandosi del Lago di Montorfano che non è propriamente il Lario ma nemmeno una pozzanghera formatasi nottetempo. Per nascondere i vetri del vaso rotto sotto il tappeto, Società Pedemontana si premura di confermare che va ancora bene il suo progetto, ma che per la ritardata considerazione dell'esistenza del Lago di Montorfano occorrerà circa il doppio di quanto previsto inizialmente e comunque un adeguamento del progetto stesso. A questo punto cominciamo a leggerne di tutti i colori sulla stampa locale. Dà fuoco alle polveri il presidente dell'Amministrazione Provinciale di Como (che stranamente ha un omonimo nel CdA di Pedemontana S.p.A che è responsabile dello strafalcione progettuale, così come emerge dalle audizioni tenutesi in Senato). La sintesi del suo pensiero è "si può fare tutto con 500 milioni, è solo una questione di canne..."(vedi pag. 21 della newsletter). Altre dichiarazioni si susseguono, più o meno nel solco tracciato dal presidente della Provincia di Como. E' "l'elogio della canna"... Nessuno però, forse perché rapito dall'effetto dei fumi della "canna", si domanda chi e perché abbia sbagliato così pacchianamente il progetto. Nessuno si accorge che questo errore rischia, se non interverranno aggiustamenti in corso d'opera sia di natura finanziaria che tecnica e giuridica, di creare problemi non solo alla tangenziale di Como, ma a tutta l'opera Pedemontana. Eh, sì! Perché non occorre essere premiati a Stoccolma per capire che la mancata realizzazione del 2° lotto andrebbe valutata anche in rapporto alla validità giuridica della stessa "concessione" originaria, che era fondata sulla realizzazione di una viabilità "pedemontana" aderente ai capoluoghi di Varese, Como e Bergamo e che non potrebbe trovare giustificazione e validazione se venissero realizzati i modestissimi tratti dei primi lotti delle tangenziali di Varese e Como....(che per Como, è opportuno rammentarlo, consta di poco più di 2 chilometri di lunghezza e non risolve i problemi della nostra viabilità.) Nella migliore delle ipotesi i comaschi dovranno accontentarsi di un'opera che l'ing. Rognoni di CAL definirà, da me incalzato, "utile solo per una densità di traffico al di sotto dei 10 mila veicoli al giorno, quando siamo già a 25 mila..." (vedi pag. 21 della newsletter). A spacciar fumo ci si mette anche il presidente di Pedemontana, Fabio Terragni, che seppur molto meno categorico del presidente della Provincia di Como conferma la possibilità di ripiegare con onore sull'ipotesi della "galleria a canna unica" (vedi pag. 23 della newsletter). Gli articoli, naturalmente, ve li riproponiamo senza commento. Così come, senza commento (ma solo con qualche spiegazione) perché sufficientemente chiari, alleghiamo ampi stralci delle diverse audizioni che si sono tenute presso il Senato della Repubblica in data 18 marzo 2009; 27 maggio 2009; 24 giugno 2009 e 8 luglio 2009. Ovviamente i dibattiti sono tutti verbalizzati anche se in qualche caso vestono ancora i provvisori panni della "bozza non corretta", ma certamente attendibile. E comunque tutte le affermazioni di nostro interesse sono ampiamente confortate da schede e documenti inequivocabili. Morale della favola, secondo noi qualcuno ha sbagliato a progettare il 2° lotto; qualcuno non ha vigilato e si è svegliato troppo tardi sostenendo improbabili tesi di "unica canna"; molti rischiano di non vedere la tangenziale tanto sospirata (intesa come una tangenziale vera, realizzata come Dio comanda!). Noi vorremmo tanto sapere se i due lotti della tangenziale di Como risultano finanziati, o se prima il CIPE con la sua delibera del 2006 e poi il vice ministro Castelli hanno preso un grosso abbaglio. Al riguardo non ci sono certezze, stanti le motivazioni addotte anche dall'Ingegner Rognoni di CAL (Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A.) Sen. Alessio Butti 2) PEDEMONTANA. Sintesi delle audizioni relative all'infrastruttura e alle opere ad essa connesse, in Commissione Lavori Pubblici del Senato Per esigenze di spazio pubblichiamo soltanto alcuni stralci dei resoconti sommari e stenografici relativi alle audizioni del Vice Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli, dell'architetto Mauro Coletta e dell' ing. Antonio Giulio Rognoni, vertici di CAL (Concessioni Autostradali Lombarde S.p.A.) 2.1)Resoconto sommario dell'audizione del Sottosegretario Roberto Castelli del 18 marzo 2009 ... (Omissis) Il sottosegretario CASTELLI compie un excursus storico sulle origini e sull'evoluzione delle esposizioni universali, soffermandosi, in particolare, sulle dinamiche che hanno condotto, il 31 marzo 2008, all'assegnazione alla città di Milano dell'incarico di organizzare l'Expo 2015: dalla ricostruzione tratteggiata, si evince la funzione catalizzatrice delle esposizioni universali, quali eventi in grado di attirare investimenti di notevole rilevanza, con conseguenze benefiche sul sistema produttivo nazionale. Relativamente agli interventi infrastrutturali connessi con il suddetto evento, ricorda come questi si distinguano in opere essenziali ed in opere connesse: le prime consistono in interventi volti ad assicurare l'accesso al sito dell'Expo, all'organizzazione dell'evento, nonché all'accoglienza dei visitatori; le seconde si traducono in diciassette specifiche infrastrutture. Dà poi analiticamente conto dei provvedimenti normativi adottati per far fronte all'organizzazione di Expo 2015, soffermandosi, in particolare, sul decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 ottobre 2008 recante la disciplina degli interventi propedeutici alla manifestazione. Ricorda altresì che, con una delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) del 6 marzo scorso, è stata disposta la destinazione di appositi fondi infrastrutturali per la realizzazione delle opere connesse alla manifestazione Expo 2015. Per quanto riguarda la tempistica, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha individuato la fine del 2014 come termine ultimo entro il quale assicurare la disponibilità delle infrastrutture programmate. Venendo poi alla questione dello stanziamento dei fondi, sottolinea come, al momento, non tutte le opere connesse registrino un'integrale copertura finanziaria; di conseguenza, gli stanziamenti mancanti verranno reperiti attraverso l'attuazione della menzionata delibera del CIPE del 6 marzo scorso e, ove necessario, mediante la legge finanziaria per il 2010 o altri specifici provvedimenti. Si sofferma, in seguito, su alcune opere infrastrutturali prossime all'avvio della realizzazione, quali l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano (BRE-BE-MI), i primi lotti della Pedemontana e la linea metropolitana M4 (Policlinico-Linate). Infine, esprime la soddisfazione del Governo, in considerazione del tempestivo e costante impegno finalizzato all'avvio delle opere connesse, nonché della scelta di fornire la priorità, nel finanziamento delle opere, agli investimenti cantierabili. ... (omissis) 2.1.1) Proseguiamo con il Resoconto Stenografico della stessa audizione del 18 marzo 2009 ...(omissis)
CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Non c’e` solo quello, pero` abbiamo scelto la via del «chi prima arriva meglio si accomoda», nel senso che noi vogliamo spenderli questi soldi. Quindi vedremo. Noi monitoreremo la situazione rendendo disponibili i soldi man mano che i progetti vengono definiti: non so se e` chiaro. VIMERCATI (PD). E` chiaro, ma se e` cosı` e` allarmante perche´ il progetto Expo e` una priorita` di tutti i Governi. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Ho capito, ma se io metto i soldi e il progetto non lo fanno cosa succede? Niente. Ergo, noi metteremo i soldi in funzione del procedere del progetto. Non mi sembra cosı` strano, non so se sono stato chiaro. VIMERCATI (PD). Chiarissimo. E ` chiarissimo che non c’e` una lira. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Allora con lei rinuncio a discutere perche´ evidentemente non c’e` peggior sordo di chi non vuol sentire. Su 15 miliardi ne mancano – anzi, non mancano, li abbiamo previsti al CIPE ma non li abbiamo dati opera per opera – 1.500 non definiti. Lei dice che non c’e` una lira; allora si tenga pure i suoi preconcetti e buona notte, vorrei discutere un po’ piu` seriamente. VIMERCATI (PD). Io ho posto delle domande a cui lei non ha risposto. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Come non ho risposto? Signor Presidente, la prego, siamo in una Commissione parlamentare, mica ad un dibattito televisivo! FILIPPI Marco (PD). Appunto, siamo in una Commissione parlamentare, magari se si da` un po’ ordine al dibattito, signor Presidente, credo sia la cosa migliore. VIMERCATI (PD). Io le ho chiesto delle informazioni. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Le informazioni sono queste, se le ha capite, bene; se vuole gliele dico in un’altra lingua, ma sono le stesse. Se poi lei non vuole capire non e` un problema mio. FILIPPI Marco (PD). Ci basta l’italiano, Sottosegretario. PRESIDENTE. Colleghi, vediamo un attimo di capire e di proseguire. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Per quanto riguarda la Pedemontana, non e` vero che mancano i soldi, perche` sono da reperire, ma non c’entrano nulla con il progetto Pedemontana,nel senso che il progetto Pedemontana e` finito e quindi puo`andare avanti. Ci sono due ulteriori progetti a latere, che sono i secondi lotti della tangenziale di Como e di Varese. Oltre tutto, sulla tangenziale di Como ci sono grossi problemi di progettazione, perche´ si sono accorti che nel progetto che hanno fatto forse c’e` un rischio. Siccome si passa sotto un lago e c’e` una situazione geologica abbastanza problematica, si rischia di vuotare il lago e forse si sta pensando di rifare il progetto. Allora, secondo lei, noi dovremmo mettere dei soldi lı` per tenerli fermi sine die in attesa del progetto? Se questa e` la sua logica, noi abbiamo una logica diversa. Spero di averla spiegata a chi mi vuole intendere, se poi lei non la capisce non so cosa dirle.
PRESIDENTE. Mi inserisco per fare un chiarimento e poi proseguiremo con gli interventi dei colleghi. Io vorrei che tenessimo un confronto sulle basi reali.
FILIPPI Marco (PD). E anche un po’ piu` rispettoso. PRESIDENTE. Mi sento io di fare da interprete avendo letto e riletto la delibera. All’esterno e` passato il messaggio che il Governo ha stanziato 17 miliardi; in realta`, la copertura finanziaria con risorse pubbliche e` attorno ai nove miliardi, mentre otto miliardi, come si evince anche dal prospetto del rappresentante del Governo, sono le risorse che le concessionarie autostradali private investiranno. Il merito del Governo, – interpreto il Sottosegretario e sottoscrivo la sua impostazione – sta, come voi sapete, nell’aver modificato l’articolo 12 del decreto legge n. 262 del 3 ottobre 2006, che il ministro Di Pietro volle e che produsse la paralisi del sistema infrastrutturale soprattutto con riferimento alle concessionarie autostradali, sbloccando questi investimenti privati nel settore delle concessionarie autostradali. Le risorse pubbliche pero` sono nove miliardi, come si desume facilmente sottraendo dai 17 miliardi totali gli otto dei privati. Leggendo la delibera questo si capiva e il Sottosegretario, secondo me, ha il merito e il coraggio di averla esplicitata rendendola piu` comprensibile dicendo che siamo – se mi consente di interpretare il suo pensiero – in emergenza economica e che la delibera CIPE non e` programmatoria perche´ si pone anche il problema di compiere decisioni anticicliche. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Forse sto parlando un’altra lingua, ma la ringrazio per l’interpretazione del mio pensiero. ... (omissis)... BUTTI (PdL). Signor Presidente, anch’io desidero ringraziare il senatore Castelli. Avevo preparato alcuni quesiti, ma ad alcuni egli ha gia` risposto, relativamente alle domande del senatore Vimercati; ad altri ha risposto, anche entrando nel dettaglio, lo stesso Ministro, che recentemente abbiamo avuto l’onore di ospitare a Como, in occasione dell’incontro a Cernobbio della Confcommercio. Come lombardo, quindi, potrebbe dire il collega Vimercati, come svizzero meridionale, visto che sono proprio sul confine, ho, come i miei conterranei, un’esigenza risalente ad oltre quarant’anni addietro, quella cioe` di realizzare delle opere che non sono piu` rinviabili o rinunciabili. Lı` c’e` una regione di nove milioni e mezzo di abitanti – sono distante come sapete dal concetto e dal pensiero leghista, non se ne abbia a male l’amico Castelli – che veramente traina l’intero Paese, quindi questo e` un fatto estremamente importante. Condivido quello che ha detto il sottosegretario Castelli sulla questione del metodo, cioe` del finanziamento delle opere gia` pronte, gia` progettate, e voglio precisare quello che diceva poco fa il collega Filippi, entrando un attimo nello scetticismo manifestato anche dal collega Vimercati: il «chi prima arriva meglio alloggia» di cui si diceva – mi corregga se sbaglio, Sottosegretario – si colloca comunque all’interno di un quadro gia` previsto di opere – quello che ci e` stato illustrato – indicate dal Sottosegretario e credo anche nelle risposte che il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha rivolto a tutti noi che lo abbiamo interrogato sulla questione dell’Expo. Quindi, il problema non lo vedo; trovo anzi che ci sia un elemento di immaturita` politica in questo tipo di atteggiamento, stante la situazione che vediamo quotidianamente sul territorio nazionale, con progetti che per essere realizzati impiegano mesi e mesi, con problemi nelle conferenze dei servizi, e via dicendo. A mio avviso, quindi, il quadro e` chiaro, e credo che il Governo si sia mosso intelligentemente anche sotto il profilo propedeutico per arrivare a dare delle risposte sull’Expo. Lo ha fatto realizzando alcune disposizioni contenute nel decreto n. 185 del 2008, su cui anche qui in questa Commissione ci siamo piu` volte interrogati; si tratta ora, con l’emergenza economica che e` in corso, di utilizzare al meglio i finanziamenti statali che, come ci e` stato detto, sono disponibili. Cio` premesso, senatore Castelli, ho qualche quesito, in qualche caso forse anche naif, pero` poi sul territorio dobbiamo andare tutti a raccontare cosa sta accadendo per quanto riguarda l’Expo, che – mi rivolgo al collega Vimercati – non e` una questione solo milanese, perche´ Milano ha vinto con la presentazione di una serie di opere che riguardavano tutta la Lombardia, ha vinto anche per l’apporto di tutte le altre dieci province: e` bene precisarlo, per essere molto chiari.Vengo alla prima domanda. In Lombardia, e non solo in Lombardia, il sindaco Moratti sta firmando dei protocolli d’intesa con singoli Comuni e con amministrazioni provinciali: io ne ho letti alcuni e mi sembrano mirabolanti, in quegli accordi c’e` davvero un po’ di tutto. Vorrei capire che senso hanno questi protocolli d’intesa, che possibilita` hanno di vedere la luce le opere che in essi sono inserite, soprattutto nel momento in cui non sono opere previste nel piano che lei ci ha illustrato. Lo chiedo, perche ´ credo sia opportuno ragionare anche a volte con l’ingenuita` degli amministratori, a volte, forse, con delle ambizioni che non potranno essere mai realizzate, e lei sa che cio` sta accadendo puntualmente sul territorio, soprattutto lombardo. Sulla questione dei privati – la ricordava prima il collega Cicolani, con cui in mi sono confrontato – lo Stato ha fatto ovviamente la sua parte, ma ora ci sono due punti di domanda per quanto riguarda la prima parte degli investimenti – quelli che riguardano gli enti locali, quella percentuale che era destinata agli enti locali – e poi per la seconda, relativa ai privati. Vi e` preoccupazione, sempre sul territorio, relativamente all’impegno dei privati: puo` dirci qualcosa in piu` a questo riguardo? Avete qualche elemento per essere ottimisti e dispensare un minimo di ottimismo anche sul territorio relativamente a quello che sara` l’apporto, nonostante la congiuntura sfavorevole, dei privati su questo tipo di interventi? Questo a noi sembra un punto piuttosto importante. Lei ovviamente non ha responsabilita`, pero` le dico che siamo seriamente preoccupati, ed e` una preoccupazione bipartisan, relativamente alla vergognosa gestione della questione SOGE. Ormai e` passato un anno da quando Milano ha vinto la sua battaglia con Smirne e noi abbiamo visto un consiglio d’amministrazione crearsi, poi abbiamo visto le polemiche, adesso non sappiamo se sara` Lucio Stanca o meno a fare il presidente o l’amministratore delegato; sta di fatto che tutto rimane bloccato finche´ SOGE non sara` in grado di gestire questo. E` cosı` o no? Abbiamo, infatti, letto su alcuni articoli di quotidiani importanti ed economici che si rimetteva nelle mani di SOGE anche l’attendibilita` dei cronoprogrammi illustrati fino ad oggi. Vorrei trattare altre due questioni. Lei ha parlato del secondo lotto della tangenziale di Como sul quale ci sono dei problemi di finanziamento. La questione riguarda il progetto o il finanziamento? Il secondo lotto sarebbe finanziato? CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. No, non finanziato. BUTTI (PdL). E ` importante questo chiarimento. CASTELLI, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e per i trasporti. Sarebbe finanziato «nella misura in cui», non so come altro spiegarlo. Finanzieremo i progetti pronti. BUTTI (PdL). Ho capito e le ho detto che concordo sul metodo, pero` bisogna spiegarlo meglio soprattutto sul territorio. Oggi lo abbiamo capito, pero` la prego di informare anche gli amministratori, altrimenti ne leggiamo di tutti i colori. In conclusione, e` vero che queste opere sono fondamentali anche per andare a scuotere la crisi. Credo che i problemi veri non ci saranno sulle infrastrutture – ho assoluta fiducia nel sottosegretario Castelli, nel ministro Matteoli e in questo Governo per come sta affrontando la situazione –, ma sulla questione dell’accoglienza di milioni di persone che francamente non sapremo dove mettere: le Province e la Regione stessa sono indietro rispetto ad una serie di progetti destinati proprio all’accoglienza. Mi riferisco ai percorsi turistico-culturali perche´ i turisti non verranno solo per visitare l’Expo di Milano, ma anche la Lombardia. ... (omissis) 2.2) Resoconto stenografico audizione del vice ministro alle infrastrutture e trasporti Roberto Castelli del 27 maggio 2009 Il sottosegretario Castelli, divenuto intanto vice ministro per le infrastrutture e i trasporti, dedica un piccolo passaggio alla Pedemontana anche nell'audizione del 27 maggio u.s., di cui riportiamo uno stralcio. ...(omissis) CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Per vostra conoscenza, aggiungo che non sono queste le prime opere che arriveranno a compimento nel 2014, secondo le previsioni; quelle che stanno seguendo l’iter previsto sono le seguenti: innanzitutto, la Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano), per la quale da quando ci siamo trovati si e` iniziata, ma anche conclusa, la Conferenza dei servizi, per cui arrivera` sul tavolo del CIPE entro il mese di giugno (i piu` ottimisti dicono che i cantieri saranno aperti a luglio, anche se da un punto di vista meramente programmatico poco importerebbe se si trattasse di settembre, perche´ in ogni caso e` certo che in tempi molto brevi si apriranno i cantieri); la Pedemontana, che aprira` la Conferenza dei servizi il 29 prossimo venturo (quindi anch’essa e` assolutamente codificata dal punto di vista della copertura finanziaria; ricordo che si tratta di un’opera da oltre 4 miliardi di euro, e saro` presente la` nella suddetta data, di ritorno da una missione in Germania per conto del Governo); infine, abbiamo consegnato la Arcisate- Stabio, che non fa parte delle opere connesse, ma comunque di questo sistema. ...(omissis) 2.3)Resoconto Stenografico audizione del vice ministro alle infrastrutture e trasporti Roberto Castelli del 24 giugno 2009 (bozza non corretta) ...(omissis) BUTTI (PdL). E per quanto riguarda le opere connesse alla Pedemontana e i secondi lotti delle tangenziali? CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. A questo proposito, c'è un tale Bardaglio che mi ha ricoperto di insulti basati sul nulla; come si suol dire, dovrei sfidarlo a duello. BUTTI (PdL). Tempo fa ho posto dei quesiti sui secondi lotti delle tangenziali di Como e Varese perché, come lei sa, sono strettamente connesse a tutto il sistema pedemontano, per cui va da sé che la realizzazione dell'una debba comprendere anche quella delle altre. Anche in un contesto europeo, la validazione della concessione, qualora la tangenziale dovesse procedere più celermente rispetto a quella di Como, avrebbe dei problemi in termini di approvazione. Lei molto attentamente ha colto la questione. Condivido ciò che lei ha dichiarato in questa e in altre occasioni; tuttavia, ciò che si legge sui giornali manda letteralmente in confusione gli enti locali coinvolti e, di conseguenza, anche i parlamentari che operano sul territorio. L'articolo del giornalista che lei ha citato è rimasto senza una replica, e questo mi ha lasciato un po' perplesso. CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. È molto semplice: la mia replica non è stata pubblicata; spero sia pubblicata domani, altrimenti vorrebbe dire che esiste un complotto contro di me. E' un attacco alla mia persona. BUTTI (PdL). Anche all'assessore Cattaneo. CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Non lo dimentico, perché si è trattato veramente di un attacco proditorio, che va considerato per quello che è. BUTTI (PdL). Lei ha tutta la mia solidarietà. Al di là di ciò, le chiedo se è possibile fare chiarezza anche in una sede istituzionale, a prescindere da ciò che pubblicherà la stampa, relativamente alla realizzazione dei secondi lotti. CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Secondo il progetto preliminare, il costo previsto per i secondi lotti della Pedemontana lombarda era di 442 milioni, ma è poi lievitato a 1.200 milioni. Oltre a ciò, il Presidente della Provincia di Como ha evidenziato che per questioni geologiche, legate alla natura del territorio in cui questa strada dovrebbe passare, la realizzazione della galleria prevista dal progetto preliminare rischia di svuotare un lago vicino Como; potete immaginare i risvolti di natura ambientale. Al Tavolo Lombardia ho quindi chiesto di fare attenzione e fare ulteriori valutazioni, perché da un progetto di circa 400 milioni siamo passati a 1.200 milioni; inoltre, il Presidente della Provincia di Como (che fa parte del Tavolo Lombardia) ci avverte del pericolo di creare gravissimi danni geologici e ambientali. Ho soltanto chiesto di riflettere meglio, ma sono stato oggetto di un attacco insultante e proditorio su un giornale locale. Anche se ne conosco le reali ragioni, credo si sia andati al di là della lotta politica, per entrare nel campo della diffamazione. Ho risposto all'attacco che mi è stato rivolto, ma il giornale non ha finora pubblicato la mia lettera. Aspetterò ancora, ma se non accadrà nulla costringerò il giornale a pubblicarla ai sensi della legge sulla stampa. Non è possibile progettare in questo modo: non si possono far partire opere con determinate previsioni di spesa, per poi raggiungere cifre di ben altra natura, che rendono impossibile una corretta programmazione. Questa è la verità. Senatore Butti, lei avrà altresì notato che su quell'articolo non compare nessuna mia dichiarazione, ma soltanto riferimenti. Credo di essere stato attaccato soltanto perché la Lega ha vinto troppo in quel di Como: questo è il dato fondamentale che penso di poter leggere nella vicenda. Ad ogni modo, la ringrazio per la solidarietà, che mi fa molto piacere. BUTTI (PdL). Vorrei comunque ricordare che il PdL ha vinto un po' più della Lega sui "vostri territori". CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sì, ma sono stato attaccato io. BUTTI (PdL). A me dà fastidio quando, in genere, la stampa attacca qualcuno senza ascoltare le versioni istituzionali. Vi è quindi una progettazione rispetto alla quale era preventivato un costo. Adesso lei fa opportunamente notare che i costi sono lievitati. CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Sono triplicati. BUTTI (PdL). Per quanto riguarda la tangenziale di Como, sono forse quasi raddoppiati, ma per il motivo che lei ha addotto: è intervenuto il Presidente della Provincia di Como ed ha evidenziato i rischi di natura idrogeologica. Mi domando però perché tali rischi non fossero già presenti ai progettisti. Lei ha citato il lago di Montorfano, ma quest'ultimo esisteva anche al momento della progettazione. Dunque, è possibile risalire alla responsabilità di chi ha sbagliato il progetto? Devo ammettere che a Como siamo veramente molto stanchi di questa situazione. So che lei non ha responsabilità in proposito, ma se qualcuno sbaglia una progettazione è opportuno che si sappia, altrimenti il giornalista di turno se la prende con il parlamentare, con il Vice ministro, con l'assessore regionale. CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Se è un ignorante o se è in malafede. BUTTI (PdL). Ma in questo caso un responsabile esiste; ci aiuti ad individuarlo. Chi ha sbagliato la progettazione in modo così evidente? CASTELLI, vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Chi ha fatto ilprogetto preliminare o il progetto definitivo. Tertium non datur. Uno dei due ha sbagliato; non è stata certamente colpa del Ministero. BUTTI (PdL). Questo è ciò che volevo sentirle dire e la ringrazio. ...(omissis) 2.4) Resoconto stenografico audizione vertici CAL (CONCESSIONI AUTOSTRADALI LOMBARDE S.P.A.), arch. Mauro Coletta e ing. Antonio Giulio Rognoni, dell' 8 luglio 2009 (Bozza non corretta) ... (omissis) BUTTI (PdL). Signor Presidente, vorrei focalizzare l'attenzione su quanto ha detto il presidente Coletta. Condivido le sue considerazioni relativamente ai problemi che la realizzazione di un'opera così importante incontra sul territorio. Abbiamo tutti una certa esperienza: chi è da qualche anno in Parlamento e chi ha ricoperto incarichi di amministratore locale. Sappiamo perfettamente cosa significhi realizzare opere di questa portata sul territorio. Abbiamo anche la fortuna di avere qui l'ingegner Rognoni, il quale ha parlato, sempre a nome della CAL, di due opere che non costano poco; opere strettamente connesse alla Pedemontana. Francamente, tra quello che esce sulla stampa, quello che abbiamo sentito dire due volte dal vice ministro Castelli, quello che ci ha riferito lei in questo momento e quello che è stato dichiarato dal presidente di Pedemontana Terragni, si ha la sensazione che le versioni siano molteplici. Il vice ministro Castelli, nel corso della prima audizione (all'epoca era ancora Sottosegretario), sostanzialmente ha detto che le tangenziali di Como e Varese sono opere connesse alla Pedemontana - questo è un dato di fatto, che sappiamo tutti perfettamente -, addirittura inserite nella prima delibera CIPE. Poi ha aggiunto che c'è una cornice finanziaria, all'interno della quale rientrano le opere connesse. Dopodiché ha detto una cosa che personalmente mi ha un po' stupito (ma trattandosi di un rappresentante del Governo non posso non credergli): che si sarebbe proceduto con il finanziamento delle opere già progettate e pronte per essere cantierizzate. Questo ha detto: basta rileggere i resoconti. Oggi viene detto che il secondo lotto della tangenziale di Como costa 859 milioni di euro. Stiamo parlando del secondo progetto, quello che tiene conto ‑ mi si corregga se sbaglio ‑ delle complicazioni intervenute; in realtà è stato sbagliato il primo progetto, che prevedeva opere per una cifra inferiore. Noi non siamo ancora riusciti a capire chi abbia sbagliato questo progetto e non è una questione di poco conto: uno sbaglio che comporterà probabilmente la mancata realizzazione del secondo lotto della tangenziale e questo creerà una serie di problemi alla realizzazione della Pedemontana. Vengo alla prima domanda: se non verranno realizzati i secondi lotti delle tangenziali di Como e di Varese, cosa succederà all'intera opera della Pedemontana? La seconda domanda: è stato sbagliato o no il progetto? Il vice ministro Castelli nella seconda audizione ha spiegato (e a ragione) che è stata ignorata la presenza di un lago, che ci sono problemi di natura idrogeologica. Ecco perché, ingegner Rognoni, adesso si parla di realizzare gallerie ad una canna o due canne. Alla fine si dovranno delle risposte agli amministratori e alla gente. Ed ora una terza domanda: è reale la quantificazione in 500 milioni di euro (così ha detto il presidente Terragni) del secondo lotto realizzato ad una canna o anche in questo caso si tratta di fantasie? Un'ultima domanda: vedremo mai le tangenziali di Como e di Varese? Teniamo presente, al di là delle complicazioni che giustamente ha citato il presidente Coletta, che se l'idea di quest'opera potesse incarnarsi oggi avrebbe l'età per essere eletta al Senato. Sono 44 anni che si parla di quest'opera. Io ho grande fiducia nei confronti di CAL e dei suoi tecnici; però dateci qualche risposta e che sia una risposta definitiva: questa è la sede istituzionale migliore per farlo. ...(omissis) PRESIDENTE. Nel merito delle questioni sollevate dal senatore Butti, mi sembrerebbe utile qualche ulteriore chiarimento, ingegner Rognoni. ROGNONI. Signor Presidente, cercherò di rispondere a tutte le domande e se ne dimentico qualcuna mi scuso preventivamente con il senatore Butti. Come abbiamo sempre detto, la Pedemontana è una concessione del 1992, per la quale non è stata avviata alcuna fase operativa fino al 2003, anno durante il quale è stato presentato il progetto preliminare, approvato agli inizi dell'anno 2006 (quindi in assenza di CAL). In particolare, per il secondo lotto della tangenziale di Como, veniva previsto un tracciato sulla base di indagini esclusivamente documentali (documenti geologici) lungo il lago di Montorfano. Successivamente, sotto l'egida di CAL, è stato redatto il progetto definitivo e sono state richieste ed eseguite le prove geologiche; noi siamo intervenuti solo nel 2007.
BUTTI (PdL). Se siete intervenuti nel 2007, non avete responsabilità. ROGNONI. Noi siamo stati costituiti nel 2007; il progetto preliminare era stato approvato nel 2006 e presentato nel 2003. Le indagini condotte hanno dimostrato che quel tracciato è fattibile, ma a costi altissimi: da 465 milioni di euro per il secondo lotto della tangenziale di Como, siamo passati agli attuali 860 milioni, con un incremento dell'85 per cento. Per questo motivo, CAL ha ritenuto di sollevare il problema sotto il profilo tecnico, rendendosi disponibile a studiare soluzioni anche per il tracciato in grado di riportare i costi al livello di quelli ordinari per un tracciato di questa tipologia. Sottolineo con forza, però, che mai nel corso della lunga storia della Pedemontana i secondi lotti delle tangenziali di Como e di Varese sono stati inclusi all'interno del piano economico finanziario. Quindi anche il costo del secondo lotto della tangenziale di Como, sia esso di 465 milioni di euro (come era nel progetto preliminare) o di 859 milioni di euro (come sarebbe nel progetto definitivo in caso di approvazione del tracciato da noi proposto), non è mai stato incluso all'interno del piano economico-finanziario approvato. Pertanto, i costi di cui ho parlato all'inizio (4.679 milioni di euro, con un contributo pubblico di 1.250 milioni di euro e con un recupero ed una remunerazione del capitale privato residuo investito per la realizzazione dell'opera) non prevedono il secondo lotto della tangenziale di Varese e non prevedono il secondo lotto della tangenziale di Como. Devo aggiungere che, sotto il profilo tecnico, abbiamo sentito e letto sui giornali di varie possibilità (la doppia canna o la singola canna). Al di là di quello che ciascuno dice, io ritengo che costruire un'unica canna (il che vorrebbe dire un'autostrada con un'unica corsia per senso di marcia) sia totalmente irrealistico, anche sotto il profilo delle procedure di realizzazione ANAS. Si tratterebbe infatti di 6 chilometri di galleria equiparabili a 6 chilometri della galleria del Monte Bianco, con una velocità di 70 chilometri all'ora e comunque con una possibilità di realizzazione solo ed esclusivamente per una densità di traffico al di sotto dei 10.000 veicoli al giorno (siamo a 25.000 veicoli al giorno). Riteniamo pertanto che questa soluzione, che potrebbe anche essere una buona idea sul piano del tentativo di risolvere il problema, purtroppo non possa essere sostenuta tecnicamente dai fatti.
3) PEDEMONTANA. Interviste rilasciate dal Presidente della Provincia di Como, dal Presidente di Pedemontana e dal sen. Butti al quotidiano "La Provincia", rispettivamente il 25, il 29 giugno ed il 29 luglio 2009. 3.1) Carioni: niente nuovi tracciati,una sola galleria costa 500 milioni La Provincia: progetto già pronto, facciamo quello. Cattaneo capirà che è meglio
Il secondo lotto va fatto adesso. Con una sola galleria anziché due, in modo da portare il costo a circa 500 milioni di euro. E la Provincia chiederà a Regione e Governo di «non differire» il secondo lotto. Il presidente della Provincia Leonardo Carioni, dopo aver passato la serata a casa di Umberto Bossi e dopo aver sentito i vertici di Pedemontana non ha dubbi. A Varese ci sono Maroni, Bossi e Giorgetti per la Lega, assessori regionali del Pdl. A Lecco un ministro (Brambilla) e un vice (Castelli), il presidente della Regione. Como è al palo perché non ha figure di spicco? È indubbio che la presenza di ministri, viceministri, presidente della Regione e assessori ha il suo peso. Ma non va dimenticato che a Como c’è un grosso peso politico del centrodestra e questo, vista la bontà delle opere, sono sicuro verranno realizzate. Altrimenti cosa direbbe l’elettorato? Sulla tangenziale il Comune (a parte Rallo che chiede alla Provincia di picchiare i pugni) è rimasto in silenzio. Possibile che il capoluogo non sia interessato a un’opera «prioritaria»? Sono convinto che al sindaco di Como e al consiglio la tangenziale di Como interessa eccome. Certo è che il silenzio non facilita l’avvio e la concretizzazione degli obiettivi. Personalmente, visti i costi rilevati dall’assessore Cattaneo nel progetto definitivo dico che la società Pedemontana ha già concluso il lavoro per un ridimensionamento del secondo lotto con una galleria anziché due e ho avuto stamattina la conferma che il costo non è di 850, ma di circa 500 milioni di euro. Cattaneo dice che i comaschi devono usare il buon senso e capire che non si può finanziare un’opera tanto costosa. Lei cosa replica, a nome dei comaschi? I comaschi non hanno nessuna colpa. Ricordo che cinque anni fa nessuno avrebbe scommesso un euro sul progetto Pedemontana. La prima positività è che il primo lotto della tangenziale parte. In fretta abbiamo già trovato una soluzione a mio parere percorribile che è, come detto, una sola galleria. Serve il 1° lotto senza il 2°, cioé senza soluzione per Oltrecolle, Lipomo, Tavernerio e le direzioni verso Bergamo e Lecco? Non ha senso. Quando si parla di tangenziale non si parla di primo lotto, ma di primo e secondo. Cattaneo ha detto testualmente sul nuovo secondo lotto: «Bisogna verificare se si può collegare al primo, proseguire dall’Acquanegra verso un altro tracciato. Solo se questa soluzione si rivelerà impraticabile si potrà pensare a un’alternativa progettuale». Che ne pensa? Capisco la posizione di Cattaneo, ma sono preoccupato nell’andare a studiare un altro tracciato perché i tempi necessari per la condivisione con il territorio rischierebbero, fosse anche fattibile, di portare tempi lunghi e inaccettabili. Se dopo 40 anni il tracciato ha previsto il collegamento tra la bretellina dell’Oltrecolle e Albese in galleria una ragione ci sarà stata. La canna singola permetterebbe di non ridiscutere il tracciato. Cattaneo vuol considerare più soluzioni, da presidente della Provincia di Como credo che la soluzione più praticabile sia quella a una canna sola. Sulla Va-Co-Lc non c’è quasi nulla. È giusto dire ai comaschi che bisogna concentrarsi su quell’ipotesi? O è solo un’illusione? Ai comaschi non bisogna più parlare e promettere, ma dimostrare con i cantieri che la loro fiducia è ben riposta. Cattaneo però ha bocciato anche la realizzazione a una sola canna: l’ha definita «ipotesi B», con costi oltre 600 milioni di euro... Proprio questa mattina ho avuto da Pedemontana dei costi più bassi, 500 milioni, allineati quindi con il progetto preliminare. Mi è stata garantita l’assoluta assenza di criticità. Ci sarà chiaramente la possibilità, con l’amico Cattaneo, di avere un confronto sereno. Tutti e due abbiamo lo stesso obiettivo: realizzare il secondo lotto della tangenziale insieme a quello di Varese. Lei è anche nel cda di Pedemontana. Se si sapeva che i costi stavano crescendo così tanto, perché non si è studiata un’alternativa fin da subito? Non sono io a rispondere. Quando si aggiudica una gara per la progettazione definitiva bisogna aspettare che il progetto venga consegnato con i conti e le criticità. È emerso che non differire il secondo lotto significherebbe nella migliore delle ipotesi la sua esclusione, oppure il blocco dell’intera Pedemontana. Per non fermare tutto, allora deve essere Como a pagare? Assolutamente no. Como aspetta troppe cose da troppi anni e meno male che la Provincia è riuscita a realizzare opere pubbliche di viabilità provinciale: rotatorie, svincoli, piste ciclopedonali. Ringrazio la mia giunta, il mio consiglio e l’assessore Cinquesanti. Cattaneo dice che se si blocca tutto si incatenerà a Palazzo Chigi. Carioni cosa fa per la strada? Mi sento un combattente e un guerriero. L’ho dimostrato in questi anni. Nel protocollo di intesa del ’99 si dice che la tangenziale di Como è la tratta su cui ricade la concessione. Se si dovesse realizzare solo il primo lotto (2.4 km) è ancora valida? Non sono avvocato, ma dico che non cambiare il tracciato evita guai legali che ci potrebbero essere. Andiamo al 4 marzo, al verbale in cui il viceministro Castelli, leghista, voleva dare priorità a Varese. La Lega di Como cosa dice? Nei colloqui che ho avuto con Castelli non ho mai avuto da lui nessuna indicazione sulla priorità a Varese. L’ho sentito solo preoccupato per i costi del secondo lotto. Sì, ma il verbale è chiaro... Avrò modo di parlare con lui e chiarire, ma sono convinto che al viceministro interessa realizzare i due lotti contemporaneamente. Como, quel 4 marzo, rappresentata dall’assessore Mina, non ha sollevato perplessità... Non ero presente. È giusto dargli i giusti tempi per conoscere la materia urbanistica. Bossi il 27 agosto era venuto a Como proprio per la tangenziale. Ne avete più parlato? Certo. Ne abbiamo parlato proprio stanotte (martedì notte, ndr) e lui, prima che io parlassi, mi ha anticipato dicendo che la priorità per i territori di Varese e Como sta nelle due tangenziali. La delibera regionale è chiara: approva con riserva Varese, differisce Como. La provincia di Como è d’accordo? No. Abbiamo approvato in giunta il progetto definitivo della Pedemontana come trasmesso dalla Regione senza criticità. A questo punto cosa si fa prima che il tutto passi al Cipe? Partiamo dai 500 milioni di euro e assenza di criticità. Lavorandoci, tante posizioni si possono cambiare. Capisco la prudenza dell’assessore Cattaneo, ma sono convinto che saprà accettare delle soluzioni che garantiscono una spesa contenuta in senza rischi. Ci sarà un atto da parte della Provincia per chiedere che non si differisca? Ne parlerò con i miei assessori, ma soprattutto con l’assessore Cattaneo visto il rapporto di fiucia. Cercherò di fare tutto il possibile per evitare di differirlo. Il 3 luglio porterò la questione nel cda di Pedemontana. Poi un atto di giunta? Bè certo. Gisella Roncoroni 25/06/2009
3.2) «Una galleria basta e costa 500 milioni» Il presidente di Pedemontana: in futuro si può raddoppiare «Se finanziata, i lavori possono partire già con il primo lotto»
Con un via libera del Governo e con i soldi necessari, il secondo lotto "dimezzato" (cioé con una sola galleria a due corsie, una per senso di marcia) potrebbe partire contemporanemente al primo. A marzo. Lo sostiene Fabio Terragni, presidente e amministratore delegato della società Pedemontana. Conferma che è pronto il progetto con l’ipotesi di realizzare il secondo lotto in galleria a una sola canna? Non è pronto un progetto definitivo della soluzione a una sola canna, in quanto la decisione non è ancora confermata e la revisione di un progetto definitivo di questa complessità richiede tempo ed investimenti, ma a partire dal progetto definitivo esistente la trasformazione ad una sola canna può essere rapida, anche perché il tracciato già indagato vale per entrambe le soluzioni così come la tipologia di galleria stradale e soprattutto il metodo di realizzazione, mentre devono essere rivisti impianti ed uscite di sicurezza. Posso comunque garantire che se il Cipe approvasse tale soluzione e reperisse le risorse necessarie alla sua realizzazione, l’avvio dei cantieri potrebbe essere contestuale a quello del lotto 1. A quanto ammonta il costo? Il costo della realizzazione di una sola canna a doppia direzione dovrebbe attestarsi attorno ai 500 milioni di euro. Non è la metà della soluzione a due canne (860 milioni complessivi) perché la realizzazione di una sola galleria che possa accogliere le due opposte direzioni di marcia richiede la realizzazione di impianti per la ventilazione e la sicurezza più complessi di quelli necessari per le due gallerie. Solo per fare un esempio, in caso di incidente se ci sono due canne la via d’uscita è la seconda canna, mentre nel caso ce ne sia una sola è necessario realizzare vie di fuga autonome. Ci sono criticità realizzative? Considerato il livello di approfondimento raggiunto dal progetto definitivo e dagli studi che l’hanno accompagnato più che di criticità, parlerei di attenzioni. L’ambiente geologico in cui si opera è obiettivamente complesso e richiede soluzioni ingegneristiche particolari per la realizzazione e l’impermeabilizzazione della galleria, ma come dimostrato dal progetto definitivo questo si traduce non nell’impossibilità di realizzare l’opera o nell’evidenza di rischi ambientali, quanto nell’indicazione delle soluzioni tecniche che possano garantire la qualità e compatibilità dell’intervento. In sostanza, l’unica vera criticità è quella del costo e dei tempi necessari alla realizzazione dell’opera. Per quanto riguarda i flussi di traffico, la galleria a una sola canna è compatibile? Gli studi di traffico prevedono che al 2015 la tangenziale di Como sarà utilizzata quotidianamente da 58.000 veicoli/giorno lungo il lotto 1 e da 37.000 lungo il lotto 2. Con questi numeri, ed anche prevedendone il normale incremento nel tempo, la canna singola è trafficata ma sufficiente. Una condizione comunque nettamente migliore rispetto al percorso attuale e alla maggior parte delle strade lombarde. Ma se si realizza oggi una sola canna, diventa impossibile aggiungere la seconda se in futuro il traffico sale oltre le aspettative? Non è assolutamente impossibile. Il progetto potrebbe addirittura prevedere sin d’ora la realizzazione della seconda canna in un secondo momento, in modo da non trovarsi magari a rifare parte di quanto realizzato pochi anni prima, come abbiamo visto accadere sin troppe volte. È da escludere che ci possano essere, in fase realizzativa, ulteriori incrementi di costo? Parlando di una galleria di 7 km dentro una montagna nessuno può garantire che nel corso dello scavo non si incontrino situazioni che richiedano soluzioni ingegneristiche particolari e più costose, ma mi sento di affermare che il livello di approfondimento raggiunto dal definitivo dovrebbe garantire tranquillità sulla tenuta dei costi. Solo con il progetto esecutivo, e con le ulteriori indagini a questo collegate, potremo però certificare il costo. Varese-Como-Lecco: nel tracciato noto, il secondo lotto è parte integrante. C’è una ipotesi alternativa? Per il collegamento Como-Lecco sono stati analizzati in via preliminare diversi tracciati. Alcuni partono dal terminale del lotto 2, altri dal lotto 1 ed altri ancora seguono percorsi completamente diversi. Ad oggi, e fino a che non sia il Cipe a dare indicazioni diverse, l’unico tracciato sviluppato progettualmente è quello che dalla fine del lotto 2 raggiunge la SS36. Inutile parlare di tracciati alternativi, con l’unica certezza di sollevare aspettative o timori, sino a quando non sarà certa la sorte del lotto 2. Sono stati quantificati i costi della Varese- Como-Lecco? Sono stati quantificati i costi per il collegamento Varese-Como e per il collegamento Como-Lecco a carattere autostradale (2 corsie per senso di marcia). Ovviamente, se il secondo lotto della tangenziale dovesse essere realizzato ad una sola canna anche la prosecuzione verso Lecco dovrebbe essere ridimensionata, con sensibile riduzione dell’importo stimato. Non è possibile quantificare un costo perché non c’è un tracciato definito. Gisella Roncoroni 29/06/2009
3.3) Intervista al sen. Alessio Butti «Ora ci dicano quanto è costato quell’ errore»
Senatore Butti, nell’audizione in Senato il viceministro Castelli parla di errore progettuale nel secondo lotto. Cosa dice? L’ho detto al viceministro, l’ho ribadito all’amministratore delegato di Cal Rognoni e lo ripeto: va chiarito chi ha sbagliato, perché e quanto è costato l’errore anche in termini temporali. Pedemontana è responsabile dell’errore del premilinare, quello di non considerare il lago di Montorfano che ha portato poi i costi ad aumentare notevolmente. E poi un’altra cosa: ci facciano sapere se ci sarà un finanziamento pubblico oppure se ci serve un project che preluda al pagamento di un pedaggio sull’intera tangenziale, quindi primo e secondo lotto. Ma dovrà essere fisso e molto contenuto e ci dovrà essere garantito un percorso alternativo. Rognoni boccia anche l’ipotesi di realizzare un’unica galleria. La Provincia si è opposta alla delibera della Regione che chiedeva «il differimento» del 2° lotto. A questo punto? La Provincia era in possesso di alcuni numeri, Rognoni ne ha forniti altri che si discostano parecchio da quelli di Pedemontana. Bisogna sedersi attorno a un tavolo perché se Cal dice che l’ipotesi è «totalmente irrealistica » sia come comasco che come politico credo sia giusto analizzare la questione. Governo, Regione e Cal, devono chiarire le due domande che ho posto. Da una lettura attenta di tutti i documenti e dalle audizioni in Senato emerge una confusione scientifica che sembra voglia impedire di capire come stiano le cose. Incluso il finanziamento: va chiarito se mancano i soldi perché devono arrivare dal pubblico oppure se non ci sono perché il tratto andava fatto a pedaggio. In entrambi i casi si lavori per un progetto serio e non limitato in partenza. Nella delibera la Regione parla di nuovo tracciato. Lei che ha vissuto in prima persona la terza corsia non crede significherebbe ripartire? Quando si iniziano a cambiare progetti in corso d’opera si rallentano le procedure. Modificare un tracciato vuol dire avviare un problema serio. Se la Provincia ha detto no a un nuovo tracciato, il sindaco Bruni si è detto d’accordo. Lei mi sembra contrario. Corretto? Un tracciato nuovo è una ipotesi, magari l’ultima da prendere in considerazione. Significa ripartire. E sull’ipotesi a canna singola? Non sono un tecnico, ma bisogna avere la certezza che funzioni. Se così non è, come sostengono Rognoni e i tecnici del ministero, va approfondita. Non sono un tifoso della canna singola o doppia, ma della soluzione migliore ed effettivamente utile e su questa lavorerò. Lei ha accusato Pedemontana e nel cda c’è anche il presidente della Provincia Carioni. Cosa gli rimprovera? Pedemontana è accusata in primis da Castelli. Io non rimprovero nulla. Dico però che chi rappresenta il territorio in consessi di quel genere deve assumersi la responsabilità del controllo. Non faccio il maestrino con la penna rossa, ma il controllo non c’è stato. Nel 2007 Pedemontana ha approvato il secondo piano finanziario senza il secondo lotto. La madre di tutte le sciocchezze. La Regione e l’assessore Cattaneo hanno parlato del nuovo secondo lotto inserito nel collegamento Va- Co-Lc. Ad oggi, però, l’unica ipotesi di tracciato noto include il 2° lotto attuale. Cattaneo è uomo di assoluta capacità e a lui non sfugge che l’unica ipotesi seria di questo collegamento è di iniziativa totalmente privata. Se Cattaneo ha elementi li spieghi nel dettaglio e li valuteremo senza preconcetti, ma la tangenziale di Como è un’opera connessa alla Pedemontana. Così prevede la concessione e così la vogliamo. Il passaggio cruciale al Cipe è slittato a dopo le ferie. Cosa si può fare fino ad allora? Innanzitutto servono le risposte a quelle due domande. Poi Como deve fare sistema come enti, consiglieri regionali, parlamentari in modo tale da avere un’unica idea da portare avanti. Il tavolo della crisi potrebbe essere il luogo dove fare sintesi anche sui temi infrastrutturali. Gi. Ro 29/07/2009
4) PEDEMONTANA. Interrogazione a risposta scritta del sen. Alessio Butti al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, del 21 luglio 2009 Premesso che: · il 29 luglio 2005 e, successivamente, il 29 marzo 2006, il CIPE ha approvato, con prescrizioni, il progetto preliminare del sistema viabilistico pedemontano lombardo ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo n. 190 del 2002 (e successive modificazioni ed integrazioni) e la relativa deliberazione n. 77 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2006. Nel progetto preliminare approvato è stato inserito il sistema tangenziale di Como, articolato in due lotti funzionali con i seguenti costi: 145.000.000 euro per il primo lotto, 400.000.000 euro per il secondo lotto; · il 19 marzo 2009, autostrada pedemontana lombarda SpA ha validato il progetto definitivo dell'infrastruttura, nel quale è stata confermata la previsione della tangenziale di Como articolata in due lotti funzionali con i seguenti costi: 222.000.000 euro per il primo lotto, 750.000.000 euro per il secondo lotto; · nel corso della redazione del progetto definitivo sono emerse alcune criticità del secondo lotto della tangenziale di Como, in relazione alla natura idrogeologica dell'intervento; · il Vice Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Castelli, nel corso della prima audizione in Senato, il 18 marzo 2009, ha affermato che le tangenziali di Como e Varese sono opere connesse alla Pedemontana e inserite nella prima delibera CIPE, ma poi ha precisato che si sarebbe proceduto con il finanziamento delle opere già progettate e pronte per essere cantierizzate; · nel corso dell'audizione dell'8 luglio 2009 l'ingegner Rognoni di Concessioni autostradali lombarde SpA (CAL) ha comunicato che il costo del secondo lotto della tangenziale di Como ammonterebbe, tenendo conto delle complicazioni idrogeologiche intervenute, 859 milioni di euro, si chiede di sapere: § se i due lotti della tangenziale di Como sono da considerare opere strettamente connesse alla Pedemontana; § nel caso in cui il secondo lotto della tangenziale di Como non fosse realizzato in tempi utili, quali ripercussioni si avrebbero sull'intera opera Pedemontana; § se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle modalità e dei tempi del finanziamento dell'opera; § se il finanziamento previsto per l'opera interesserà anche il secondo lotto della tangenziale di Como; § a chi vada attribuita la responsabilità del grave errore in fase di progettazione del secondo lotto della tangenziale di Como, che ha fatto sì che si ignorassero le specificità idrogeologiche del territorio lariano; § quali siano le sue considerazioni in merito. www.alessiobutti.it
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