 newsletter n.89 del 1 agosto 2008

lunedì 01 settembre 2008 14.36
NEWSLETTER del 01.08.08 1) A9. Sì DEL CDM ALLA TERZA CORSIA TRA LAINATE E COMO 2) INTERVENTO IN AULA SU MANOVRA ECONOMICA (EDITORIA, BANDA LARGA, EXPO' 2015) 3) SANITA': MISURE ADOTTATE E IN FASE DI APPROVAZIONE 4) TV: CACHET BIGNARDI COMPATIBILE CON SPESE RAI? 5) VIGILANZA RAI: BENE NAPOLITANO SERVE PAUSA DI RIFLESSIONE 1)A9. Sì DEL CDM ALLA TERZA CORSIA TRA LAINATE E COMO La terza corsia dell'A9, l'autostrada Lainate, Como Chiasso, potrà finalmente vedere l'effettiva realizzazione. Il Consiglio dei Ministri di stamane ha adottato una determinazione, prevista dall'articolo 81, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, da me già suggerita al precedente Governo, ed ignorata dall'allora ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro. Mentre i ministri Rutelli e Pecoraro Scanio si limitarono a rimpallare la responsabilità relativamente alla valutazione di impatto ambientale e ad altri permessi e licenze. Finalmente l'opera è stata definita di carattere statale e di importanza nazionale, il che consente di superare il parere contrario espresso dal comune di Uboldo che bloccava da tempo l'iter procedurale. Ringrazio il ministro Matteoli con cui ho lavorato in queste settimane, per la puntualità e la sensibilità con cui ha seguito la vicenda. Si esurisce oggi la competenza politica relativa all'A9, spetterà ora a Società Autostrade andare avanti con il Progetto Esecutivo e poi con le procedure d'appalto dei lavori. Il ministro Matteoli in soli quarantacinque giorni ha portato a conclusione un lungo lavoro da me iniziato negli anni scorsi. È stato un iter lungo e faticoso, nonostante ciò ho sempre informato attraverso la stampa locale l'intero territorio, le associazioni di categoria e gli enti interessati. Con l'ampliamento dell'A9 l'Italia potrà finalmente disporre di un' importante infrastruttura necessaria a garantire la sicurezza di milioni di operatori, cittadini ed anche turisti provenienti dal Nord Europa. 2) RESOCONTO STENOGRAFICO seduta del 31 luglio 2008 (DISCUSSIONE SU MANOVRA ECONOMICA) PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge n. 949, già approvato dalla Camera dei deputati. Ricordo che nella seduta antimeridiana il Governo ha posto la questione di fiducia sull'approvazione dell'emendamento 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, come modificato dalla Camera dei deputati, ed ha avuto inizio la discussione sulla questione di fiducia. È iscritto a parlare il senatore Butti. Ne ha facoltà. BUTTI(PdL). Signor Presidente, sottosegretario Vegas, innanzi tutto voglio chiarire che condivido l'impostazione della manovra nel suo complesso, ma utilizzerò i prossimi minuti per parlare di tre questioni che mi stanno a cuore e che certamente non mi hanno entusiasmato. EDITORIA Non condivido, ad esempio, la cancellazione dei contributi diretti all'editoria che qui avete previsto. Non stiamo delegificando e non stiamo semplificando: state sopprimendo giornali di diversa estrazione politica e di diversa provenienza geografica che vendono in edicola, che hanno migliaia di abbonati e che assumono centinaia di lavoratori e di giornalisti. Chiudete gli occhi su quelli finti, che intasano la nostra cassetta postale e che si impilano vergognosamente prima di raggiungere, ancora piegati e freschi di stampa, i cestoni della raccolta differenziata. Per finanziare il sacrosanto taglio dell'ICI, siete intervenuti anche sui fondi dell'editoria del 2010, tagliandoli di altri 26 milioni di euro, in più prevedete una decurtazione, per quanto riguarda il 2009, di circa 80 milioni e sul 2010 di altri 95 milioni. La finanziaria del 2008 taglia ulteriormente. Stabilite, inoltre, che le somme stanziate nel bilancio dello Stato per l'editoria costituiscono - questo è il testo - il limite massimo di spesa, cioè cancellate il cosiddetto diritto soggettivo e il fatto è, di per se, molto grave. Quello che si configura è un intervento a gamba tesa sull'editoria perché ne dissesta i bilanci e stronca ogni tipo di rapporto tra gli editori e le banche. E questo non è un problema di centrodestra o centrosinistra in quanto la responsabilità va equamente distribuita. Tagliamo i giornali finti dei partiti finti, quelli che non vendono una copia. Controlliamo gli sprechi della «stampa italiana all'estero». Interveniamo sui grandi editori che beneficiano di aiuti statali e poi c'insegnano, ovviamente senza diritto di replica, come si fa a tagliare gli sprechi. Mi domando perché erogare a Radio Radicale la bellezza di 80 milioni di euro dal 2001 ad oggi, senza contare il pregresso in miliardi di lire, in aperto contrasto con quanto prevede la cosiddetta legge Mammì, la n. 223 del 1990. Nulla di personale con Radio Radicale, naturalmente, ma è l'esatto doppione della quarta rete radio RAI, cioè di GR Parlamento. Basta cercare e gli sprechi si trovano. BANDA LARGA Per quanto riguarda l'articolo 2, io penso che il delicato tema delle telecomunicazioni sia affrontato positivamente in questo articolo. C'è una domanda di futuro che ovviamente non può attendere. Nell'Europa a 27 l'Italia è al ventunesimo posto nelle connessioni a banda larga! I francesi vogliono 4 milioni di utenti a larghissima banda entro il 2012; la Gran Bretagna si è affidata alla Lehman Brothers per un piano industriale importante sulle NGN; addirittura la Grecia investe sulla banda larga e sul WiMax nelle zone periferiche. Noi, invece, non sfruttiamo adeguatamente il WiMax che agevolerebbe una virtuosa sinergia tra gli enti locali e gli operatori del settore, utile a risolvere i problemi dei comuni rurali, periferici e montani, cioè del 75 per cento della superficie del nostro Paese. Resto perplesso laddove prevedete la facoltà di utilizzare, per la posa della fibra nei cavidotti, senza oneri, le infrastrutture civili già esistenti. Tecnicamente, anziché parlare di cavidotto occorrerebbe riferirsi ai cavedi, che includono le infrastrutture generiche di altri servizi come il gas, le fogne e quant'altro, perché a volte i cavidotti non consentono il passaggio in contemporanea anche della fibra ottica e la compresenza di telecomunicazioni ed elettricità presenta problemi di sicurezza. Inoltre, sul concetto del «senza oneri», all'articolo 2, rischiamo di schiantarci contro le valutazioni della Corte costituzionale in materia di corresponsione di un indennizzo meglio definito come «serio ristoro», al quale sicuramente si appellerà, forse con qualche ragione, ENEL. EXPO' 2015 Per quanto riguarda l'Expò, registriamo passi avanti sulla copertura economica prodotta dal Governo, però vi è ancora un eccessivo «milanocentrismo» - mi si passi questo neologismo - che stenta a dissolversi. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri non chiarisce bene chi deve fare cosa, come e quando. Aleggiano sull'Expò ambiguità e zone d'ombra. Venerdì, cioè domani, è prevista a Roma - e io non contesto la location perché l'Expò deve avere una visione nazionale - la prima riunione del CIPEM per la nomina dell'amministratore unico della SOGE, nella quale il CIPEM è destinato a rivestire un ruolo ibrido, quello di comitato di programmazione e di consiglio d'amministrazione. Il cosiddetto tavolo istituzionale Lombardia, del quale ci piacerebbe conoscere i poteri, ammesso che ve ne siano, partirà in autunno. Una sorta di contentino che non soddisfa pienamente quel territorio, che non è Milano, che è stato importante per l'assegnazione dell'Expò a Milano e che sarà determinante per l'ospitalità e l'accoglienza dei visitatori. Ma ormai il treno è partito e tutti collaboreremo costruttivamente perché il suo sia un viaggio lungo e sereno. Concludo con un rammarico che trasformo in un invito al Governo e quindi in un auspicio. So che avete molto da fare e che state lavorando molto bene, ma si può fare meglio, perché tutto è perfettibile al mondo, magari ascoltando più attentamente e pazientemente le argomentazioni, spesso puntuali e circostanziate, che molti deputati e senatori offrono al dibattito con un unico obiettivo: migliorare con voi l'esistente. (Applausi dal Gruppo PdL). 3) MISURE ADOTTATE E IN FASE DI APPROVAZIONE IN MATERIA DI SANITA' Liste di attesa – È una delle richieste principali della gente ed il governo ha già preparato un piano preciso per le malattie cardiovascolari e per quelle oncologiche. D’ora in poi le strutture sanitarie dovranno garantire in questi casi quattro tipi di intervento: entro 72 ore, termine tassativo, per le prestazioni urgenti; entro 10 giorni per le prestazioni differibili, quelle la cuitempestiva esecuzione condiziona la prognosi; entro 30 giorni per le prestazioni la cui esecuzione non condiziona la prognosi; entro 60 giorni al massimo le altre prestazioni che sono invece rinviabili. Livelli essenziali di assistenza – Sono tutte le prestazioni e tutti i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale si impegna a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o in compartecipazione, grazie alle risorse raccolte attraverso il sistema fisco. D’ora in avanti il governo si impegna a garantire una particolare tutela ai portatori di malattie rare, le protesi per i disabili gravissimi, i vaccini contro il tumore al collo dell’utero (papilloma virus). Percorso sanitario – Il governo prende atto della congestione dei Pronto Soccorso, costretti ad occuparsi non solo dei casi di emergenza ma anche e soprattutto di quelle persone che al primo sintomo cercano di farsi ricoverare perché non sanno quale percorso di esami e di interventi dovranno seguire. Il Pronto Soccorso infatti è l’unica struttura in grado di garantire un preciso iter diagnostico. L’impegno preso è di decongestionare i Pronto Soccorso e di trasferire questi percorsi nelle strutture sanitarie più adatte e competenti, dislocate sul territorio. Prevenzione – È divisa in primaria (prevenzione degli incidenti e piano di vaccinazioni) e secondaria (prevenzione cardiovascolare, screening dei tumori della mammella, della cervice e del colon-retto). Il nuovo Piano di Prevenzione 2009-2011, che dovrà essereapprovato d’intesa con le Regioni, individuerà nuovi obiettivi di intervento in rapporto agli stili di vita e allaprevenzione delle categorie più deboli, anche perchè le stime ci dicono che nel 2050 il 12% della popolazione avrà più di 80 anni e di questi il 50% sarà non autosufficiente. 4)TV: CACHET BIGNARDI COMPATIBILE CON SPESE RAI? (ANSA) - ROMA, 29 LUG - Daria Bignardi chiede piu' di un milione di euro per passare da La7 a RaiDue. Lo rivela Chi, il settimanale in edicola domani. 'E' compatibile una spesa del genere con la situazione economica della Rai?', si chiede il senatore di Alessio Butti, capogruppo Pdl della commissione parlamentare di vigilanza Rai.
'Perche' la Rete 2, indicata nell'immaginario collettivo come culturalmente vicina al centrodestra - continua - deve spendere cosi' tanti soldi per un altro conduttore giornalista dell'area di sinistra?. Apprezziamo tutti la Bignardi per la sua bravura ma ci sembra veramente incredibile che la Rai con tante professionalita' che ha gia' al suo interno debba spendere altri soldi. Quello di Marano e di Rai 2 - conclude - e' qualcosa di molto vicino alla sudditanza psicologica con la sinistra.
Sarebbe meglio spendere i soldi di chi paga il canone con piu' parsimonia e meno spirito di resa nei confronti delle lobby della sinistra'.
Secondo Chi, sul cachet della Bignardi sarebbe in corso un braccio di ferro fra Antonio Marano e Beppe Caschetto, agente della Bignardi. Sara' il direttore generala della Rai, Claudio Cappon - osserva il settimanale - a decidere se investire nella Bignardi oppure no.(ANSA).
COM-SAM 29-LUG-08 19:41 NNNN 5) VIGILANZA RAI: BENE NAPOLITANO SERVE PAUSA DI RIFLESSIONE (ANSA) - ROMA, 28 LUG - 'Il dissenso va sempre rispettato, anche se la forma alla quale i Radicali ci avevano abituati era l'immancabile e per certi versi tradizionale digiuno.
L'occupazione, in questo caso di San Macuto, e' la meno inflazionata tra le forme di dissenso e a taluni puo' risultare una simpatica goliardata, ma non sposta il problema di un millimetro'. A pensarlo e' il capogruppo Pdl in Commissione di Vigilanza Rai Alessio Butti.
'Ancora una volta e' la saggezza del Presidente Napolitano a soccorrere Veltroni & co. mai cosi' evidentemente a disagio nel difendere l'indifendibile, evocando una 'pausa di riflessione' e invitando tutti quanti a moderare i termini e le forme di dissenso. Se queste continuano ad essere le condizioni, ha ragione il Presidente della Repubblica: del presidente della vigilanza Rai se ne riparla a settembre'.(ANSA).
STF 28-LUG-08 16:06 NNNN www.alessiobutti.it
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