ALESSIO BUTTI
  newsletter n. 91 del 10 ottobre 2008

lunedì 13 ottobre 2008 11.02

 

NEWSLETTER del 10.10.08

 

LOCALE

1) Metrotranvia a Como non c'è un euro perché non c'è un progetto

2) Sant' Anna finalmente chiarezza con la terza perizia

NAZIONALE

3) Presentata interrogazione parlamentare a favore dei contribuenti

4) Editoria. Sintesi intervento nell'audizione al Sottosegretario Bonaiuti

5) La "Riforma della Scuola" passa alla Camera. Vediamo le misure principali del Decreto.

 

1)Metrotranvia a Como non c'è un euro perché non c'è un progetto

 

Ritengo opportuno intervenire nuovamente sulla questione metrotranvia prima che le parole pronunciate da altri assurgano, per mancanza di puntualizzazioni e chiarezza, al rango di “verità”.

1) Interpellato ho dichiarato, in sintesi, che non avremo la metrotranvia prima del 2015 nonostante il traino di Expò, perché nessuno, tra gli amministratori competenti per materia e territorio, si è sognato di inserire l’opera nel programma che ha contribuito ad assegnare l’Expò a Milano. Quanto affermato dall’assessore regionale ai trasporti conferma la mia tesi.

2) L’ultimo contatto tra comune di Como e Ferrovie Nord risale al 2006. Altri contatti non ce ne sono stati e il Direttore delle FNM l’ha ribadito.

3) Ho detto, perché nessuno può prendere i comaschi per i “fondelli”, che non c’è un euro stanziato dalla Regione per la metrotranvia di Como, cosa drammatica stante il potere di spesa e le competenze del Pirellone, e l’assessore regionale ai trasporti conferma anche questa verità inconfutabile.

4) Non c’è un euro stanziato dallo Stato perché nessuno, né la Regione, né gli enti territoriali, ha mai fatto richiesta di fondi all’apposito ufficio del Ministero delle Infrastrutture negli anni scorsi, contrariamente ad altre realtà in lista d’attesa e quindi con priorità acquisita. Inoltre, Cattaneo dovrebbe saperlo, tra le opere finanziate dallo Stato per i prossimi anni in Lombardia non c’è traccia della metrotranvia di Como. Questo significa che nessuno, nemmeno la Regione, ha mai portato uno straccio di progetto al tavolo decisionale. Basta, quindi, con l’alibi dei parlamentari che “devono” trovare i fondi per realizzare sogni altrui o coprire inadempienze di sorta, ognuno svolga la propria mansione e assuma le giuste responsabilità.

5) Cio' nonostante ho anche detto che, come sempre, sarò al servizio dei comaschi, ma solo quando gli enti territoriali competenti avranno idee chiare in merito alla programmazione della mobilità sul territorio della provincia di Como.

6) Non butterei al macero, visto che oramai c’è, il progetto di metrotranvia commissionato dal Comune di Como nel 2001 e realizzato nel 2003 dal Politecnico. Un progetto interessante perché non coinvolge solo il Comune di Como, ma anche il canturino, l’olgiatese e la direttrice per Lomazzo. E’ evidente il ruolo strategicamente importante che FNM potrebbe giocare essendo proprietaria dei sedimi utilizzabili.

7) Un’ultima annotazione. FNM è società di prestigio quotata in borsa, ma l’azionista di maggioranza è la Regione. Quindi Cattaneo e Biesuz parlino prima tra loro e poi sui giornali. 

2) SANT'ANNA FINALMENTE CHIAREZZA CON LA TERZA PERIZIA

 

 Presto verrà predisposta una terza perizia per definire il valore corretto dell'area dell'Azienda Ospedaliera Sant'Anna e il quartiere che dovrà sorgere dalla vendita ai privati.

Una nuova perizia è resa necessaria, come avevo spiegato in un'interrogazione al Ministro delle Finanze, per dissipare le incongruenze derivanti dalle due precedenti, che stimavano l'area di via Napoleona rispettivamente: 70 milioni di euro la prima e tra i 30 e i 40 milioni di euro la seconda.

La nuova stima sarà affidata all'Agenzia del Territorio di Como.

Sono soddisfatto perché sono state recepite le istanze che avevo avanzato. Con l'accordo raggiunto dopo il Vertice in Regione di questa settimana si pone fine alle polemiche e si assicura chiarezza e trasparenza.

3) PRESENTATA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE A TUTELA DEI CONTRIBUENTI

 

    Premesso che:

·        L'attribuzione dei poteri di accertamento all'Agenzia delle Entrate, prevista in special modo dagli articoli 32 D.P.R. 600/73 e 51 D.P.R. 633/72 è stata oggetto nell'ultimo biennio di rilevanti modifiche che hanno portato ad una non equilibrata ripartizione di diritti ed oneri tra le parti oggetto del rapporto tributario;

·        in questo periodo sono state pronunciate dalla giurisprudenza di merito e di legittimità sentenze che hanno aggravato il sopra detto squilibrio, da un lato stabilendo l'irrilevanza di alcuni requisiti formali cui il testo di legge aveva subordinato l'esercizio dell'azione recuperatoria dell'Amministrazione, dall'altro non osservando i principi cui la Corte Costituzionale aveva subordinato il favorevole giudizio di legittimità;

  • un esempio di persecuzione becera ed immotivata da parte dell'Agenzia delle Entrate è quella esercitata nei confronti di un contribuente comasco di cui di seguito si riportano i dettagli del caso;
  • l’Agenzia delle Entrate – Ufficio di Como sta procedendo a verifica nei confronti del suddetto contribuente, in relazione ai periodi d’imposta 2000/2003. Tale ultima attività è stata preceduta, nel corso dell’anno 2006, da altra attività di verifica nei confronti dell’esponente;
  • nel giro di due anni l’Agenzia delle Entrate di Como ha impegnato un’attività di assoluto rilievo nei confronti del suddetto contribuente, e pare che tale attività non sia riconducibile a segnalazioni particolari di irregolarità, ma al possesso della quota dell’1%, in qualità di accomandante, in un’impresa edilizia;
  • lo Statuto del Contribuente, Legge 212/2000, consente di sottoporre l’attività di verifica spiegata dall’Ufficio non solo ad un riscontro di mera legalità, ma anche ad un controllo di opportunità e correttezza, ove i comportamenti segnalati costituiscano prassi amministrative anomale o irragionevoli o comportamenti suscettibili di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazione finanziaria;
  • nel caso di specie, dopo ben due anni di richieste, lettere, consegne di documenti presso gli Uffici dell’Agenzia ed un contenzioso tributario che ha visto la P.A. soccombente, l'Agenzia delle Entrate di Como in data 10/10/2007 richiede al suddetto contribuente comasco spiegazione sulle movimentazioni di 17 istituti di credito riguardanti n°107 rapporti di conti correnti carte di credito e altro;
  • in data 6/11/2007, l'Agenzia delle Entrate in una nota riconosce che la maggior parte dei conti non erano riferibili al contribuente comasco, ma il 24/11/2007 ritorna alla carica chiedendo spiegazioni su n° 4 conti correnti e su n°389 operazioni contabili, registrati non solo su conti riferibili e a disposizione del suddetto contribuente ma anche di soggetti terzi, quale sua madre pensionata. Inotre non erano indicati i numeri degli assegni e le date delle operazioni, ma soltanto i movimenti per valuta, il che lo obbliga ad un’ulteriore fatica ricostruttiva. Impresa ancor più ardua considerando che per il professionista per gli anni 2000 2001 2002 e 2003 non esisteva obbligo di separazione dei conti tra attivita’ e personale e che gli stessi conti erano utilizzati personalmente dal contribuente e quindi non vi era obbligo di conservazione dei documenti personali;
  • il contribuente comasco ha scritto tempestivamente alle Banche indicate nella richiesta, in modo da ottenere le copie dei conti e della documentazione di supporto - in assenza della quale è evidentemente impossibile spiegare alcunché - ma parte di tale documentazione e’ arrivata, fatalmente, oltre il 31.12 p.v., e l’Agenzia delle Entrate ha inviato l’avviso di accertamento relativo all’anno 2000 per oltre 250.000 (duecentocinquantamila) (somma dei movimenti a credito e debito) obbligandolo ad un nuovo contenzioso, da tenere presente che molti titoli di credito, essendo di importo esiguo, subiscono la check-truncation che fa si che il documento effettivo sia conservato in originale presso le banche che lo ha negoziato, rendendo ancora piu’ difficile il reperimento;
  • inoltre e’ stata applicata la presunzione che tutti i movimenti a debito fossero produttivi di reddito, cosa di per sé assurda per un professionista;
  • le richieste concernenti i conti correnti sono state poste in essere in assenza di qualsiasi elemento indiziario a carico del suddetto contribuente;
  • successivamente in data 23/04/2008 l’ufficio richiedeva ancora la documentazione per l’anno 2001/2002/2003 riguardante ancora 221 movimenti, sempre con i canonici 15 gg per rispondere, il contribuente ha presentato risposta il 20/05/2008 per quanto a sua disposizione e ha provveduto a richiedere ancora eventuali documenti mancanti;
  • in data 3/07/2008 si provvedeva a consegnare ulteriore documentazione pervenuta successivamente, e in data 01/10/2008 sempre con 15 giorni di tempo concesso venivano richieste ancora spiegazioni per n°44 operazioni di cui per n°22 e’ stata sollecitata ulteriormente agli istituti la copia della documentazione e per i restanti n°22 movimenti erano gia’ stati presentati copie in sede di consegna dei documenti in data 03/07/2008;
  • solo negli ultimi anni gli accertamenti bancari sono stati estesi ai professionisti e, incomprensibilmente, con effetto retroattivo.

Si chiede di sapere, se non si ritenga opportuno:

  • modificare l'articolo 32 D.P.R 600/73 e 51 D.P.R. 633/72 in materia di accertamenti e dell'articolo 3 Legge 212/2000 Statuto del Contribuente;
  • introdurre nella disciplina degli accertamenti bancari una clausola di carattere generale, per la quale sono rilevanti ai fini dell'accertamento solo le operazioni bancarie palesemente incompatibili con il reddito o gli elementi attivi dichiarati ai fini dell'imposta sul valore aggiunto;
  • espungere dal sistema la presunzione per la quale i prelievi effettuati sui conti correnti bancari sono considerati ricavi;
  • ribadire la necessità di puntuale verbalizzazione del contradditorio reale tra le parti quale condizione essenziale dell'utilizzabilità della prova che scaturisce dall'esame delle movimentazioni dei conti correnti, in modo da consentire al Giudice di valutare la correttezza dello svolgimento del contraddittorio stesso;
  • prevedere la necessità di concessione di un congruo termine per la risposta del contribuente alle richieste dell'Agenzia delle Entrate, elevando il termine minimo da quindici a novanta giorni, ciò in relazione alla tempi necessari al contribuente per l'acquisizione della documentazione da parte degli Istituti di Credito;
  • espungere dal sistema le sanzioni improprie di inutilizzabilità degli elementi non manifestati all'Agenzia delle Entrate in fase precontenziosa, rimettendosi al giudizio delle Commissioni Tributarie.

 

4) EDITORIA: Ecco la sintesi del mio intervento durante l'audizione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria, on. Paolo Bonaiuti, in Commissione Affari Costituzionali del Senato (7 ottobre 2008)

"...Il senatore  BUTTI (PdL) esprime apprezzamento per il proposito di assicurare l’erogazione dei contributi relativi all’anno 2007 e di affidare al Parlamento il compito di individuare compensazioni alla riduzione di risorse. A suo parere, possono essere reperiti fondi aggiuntivi razionalizzando i benefici, verificando le provvidenze a favore della stampa italiana all’estero e riconsiderando il contributo statale a Radio Radicale per i servizi parlamentari assicurati anche da GR Parlamento.

Infine, auspica che si garantisca il diritto soggettivo delle imprese editoriali a ricevere il contributo statale, in modo da non inibire l’accesso al credito..."

5) LACAMERA DEI DEPUTATI  IERI HA APPROVATO IL DECRETO DEL MINISTRO GELMINI SULLA "RIFORMA DELLA SCUOLA" VEDIAMO COSA PREVEDE:

  • MAESTRO UNICO

 Abolizione del team di insegnanti alla scuola primaria e ritorno al maestro unico. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo si può attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole.

 

  • LIBRI DI TESTO

Contro il "caro libri" il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore.

  • GRADUATORIE

Per l'immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale e non su base nazionale.

  • EDUCAZIONE CIVICA

 

Ritorna nelle aule lo studio dell'educazione civica: "Cittadinanza e Costituzione".

  • RITORNO AL VOTO IN DECIMALI

 Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto i voti decimali. Nella primaria si arriverà alla bocciatura " solo in casi eccezionali", mentre nella seconda di I grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori.

  • EDILIZIA SCOLASTICA

Sono previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive.

 

 

 

 

  • RITORNA IL VOTO IN CONDOTTA

 

Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il "5" in pagella, si corre il rischio della bocciatura.

  • SSIS - SCUOLA di SPECIALIZZAZIONE all'INSEGNAMENTO SECONDARIO

 Gli studenti che frequentano il nono ciclo della Ssis, la Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario, e attualmente esclusi, saranno rimessi in graduatoria ìn base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

 

 

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