 newsletter n. 92 del 17 ottobre 2008

lunedì 20 ottobre 2008 16.14
NEWSLETTER del 17.10.08 LOCALE 1) Più sicurezza a Mariano Comense NAZIONALE 2) Terza corsia A9. Ecco come ridurre i tempi di realizzazione 3) Il Governo di centro-destra mantiene le promesse e affronta le emergenze 4) Vigilanza RAI: No a politica dei veti 5) RAI-Consulta: Veltroni sottomesso a Di Pietro 1) PIU' SICUREZZA A MARIANO COMENSE L'istituzione di un Commissariato di Polizia nell'area del Marianese e del Canturino resta il mio obiettivo principale sul territorio. La presenza stabile delle forze di polizia è necessaria per rafforzare il sistema di controllo in una zona dinamica e produttiva, ad alta densità abitativa e decisamente vessata dalla criminalità. Proprio sul tema della sicurezza il Sindacato Autonomo di Polizia della Provincia di Como ha organizzato un convegno, patrocinato dal Comune di Mariano Comense,dal titolo: Presidiare le frontiere Un Commissariato per la Brianza Comasca Un presidio al confine Italo-Svizzero Il convegno, al quale parteciperanno oltre al sottoscritto le autorità locali e gli altri parlamentari comaschi, si svolgerà domani 18 ottobre alle ore 9.00 presso la Sala Civica, Piazza Roma di Mariano. 2) TERZACORSIA DELL'A9. ECCO COME RIDURRE I TEMPI DI REALIZZAZIONE In commissione Lavori Pubblici del Senato stiamo discutendo in questi giorni circa la modifica all'art. 12 del decreto infrastrutture relativo alle concessioni autostradali, voluto dall' ex ministro Antonio Di Pietro. Già il prossimo Consiglio dei Ministri potrebbe esaminare la modifica all' art. 12 del Decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262. Ciò testimonia, ancora una volta, l'impegno profuso dal ministro Altero Matteoli sulla questione. Se approvato, tale provvedimento comporterebbe una notevole di riduzione dei tempi di esecuzione dei lavori da parte dell'ANAS, che potrebbe, così, effettuare i lavori in house. In questo modo ci sarebbe una decisa contrazione dei tempi di realizzazione dellaTERZA CORSIA DELL'A9 AUTOSTRADE-GOVERNO-MATTEOLI (PUNTO 1) _PUNTO 1- Concessioni autostradali, al vaglio modifica legge (aggiunge commenti Palenzona, Castellucci, contesto) ROMA, 15 ottobre (Reuters) - Il Consiglio dei ministri della prossima settimana potrebbe esaminare la modifica della legge sulle concessioni autostradali, come sollecitato dall'Aiscat, per uniformare il sistema di regolazione del settore. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. "Ci sarà, è all'attenzione del preconsiglio che c'è stato ieri. Venerdì molto probabilmente non ci sarà Consiglio dei ministri ma un'altra riunione di preconsiglio. Un testo è stato scritto e sarà esaminato dal preconsiglio prima di andare in Consiglio dei ministri che sarà la prossima settimana", ha detto Matteoli a margine di un convegno dell'Aiscat. La riforma del sistema delle concessioni autostradali, introdotta nel 2006 con un articolo in un decreto legge (l'articolo 12) era stata voluta dall'ex ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, con l'obiettivo di garantire gli impegni di investimento delle concessionarie ed eliminare gli extraprofitti. Aveva avuto come effetto collaterale quello di far fallire la progettata fusione tra Autostrade e la spagnola Abertis <ABE.MC>. Quella riforma, contestata dalle concessionarie e oggetto di diversi contenziosi e ricorsi anche a Bruxelles, è stata via via smantellata. Oggi circa la metà delle concessionarie, tra cui Autostrade per l'Italia del gruppo Atlantia <ATL.MI>, ha ottenuto per decreto il rinnovo della convenzione ma restano ancora 11 concessionarie che ancora dovevano rinnovare gli accordi e che ora hanno un diverso regime regolatorio. Il provvedimento auspicato dall'Aiscat e annunciato in preparazione da Matteoli mira a dare regole certe e omogenee anche alle restanti 11 concessionarie. MODIFICARE ARTICOLO 12 PER LAVORI IN HOUSE, RUOLO ANAS "Abbiamo bisogno in breve termine di sbloccare le concessionarie ancora sub judice, occorre che si metta mano alla modifica dell'articolo 12", ha detto Fabrizio Palenzona, presidente dell'Aiscat intervenendo al convegno dell'associazione. Anche l'ad di Atlantia e vice presidente di Aiscat, Giovanni Castellucci, ha sostenuto la necessità di una modifica della legge. "Noi continuiamo ad avere le mani legate dai residui dell'articolo 12. Per fare qualsiasi tipo di lavoro dobbiamo passare attraverso una commissione aggiudicatrice", ha detto Castellucci ricordando che Atlantia è una società con capitali tutti privati e che questa regola che vieta i lavori in house non viene applicata neppure alle Ferrovie dello Stato. Altro elemento su cui intervenire per velocizzare l'esecuzione dei lavori, ha detto Castellucci, è quello dell'iter decisionale. Intanto "occorre ridare centralità al ruolo dell'Anas", ha detto l'ad di Atlantia, "perché è importante che quello che si decide insieme possa diventare immediatamente operativo". Poi occorre ridurre le possibilità di veto degli enti locali, prevedendo per alcune operazioni che le decisioni vengano prese a livello regionale senza scendere sotto quel livello. "Occorre modificare tutte le parti dell'articolo 12 che hanno un impatto diretto sull'efficacia e sulla velocità di esecuzione dei lavori", ha sintetizzato il manager di Atlantia. 3) Il GOVERNO DI CENTRODESTRA MANTIENE LE PROMESSE E AFFRONTA LE EMERGENZE - Crisi finanziaria L’esecutivo si è mosso con tempestività ed efficacia, sia sul piano interno sia internazionale.
- La scuola - Gli studi recupereranno serietà e capacità formativa. La spesa sarà più razionale e mirata: bisognerà pur uscire dal paradosso che registra la spesa per l’istruzione in Italia fra le più alte del mondo industrializzato, mentre i risultati della scuola pubblica sono valutati, da autorevoli osservatori internazionali, agli ultimi posti. Gradualmente, col blocco del turn-over, senz'altro il numero del personale docente e non docente sarà ridotto e le risorse disponibili saranno utilizzate per retribuire meglio i docenti meritevoli.
· Giustizia – Anche il sistema giudiziario è in condizioni disastrose e si avvicina al collasso, mentre cresce fra i cittadini la sfiducia nella magistratura. Bisogna ridare autorevolezza ai magistrati, fare in modo che i processi abbiano tempi ragionevoli. Per la giustizia civile, la riforma punta a procedure più rapide. Attualmente occorrono anni perché una causa venga decisa e questo è uno dei motivi che tengono lontani gli investitori stranieri dall’Italia. Non si può operare in un Paese in cui il ritardo di anni e anni nell’ottenere giustizia equivale all’incertezza del diritto. Per la giustizia penale bisogna rivedere l’ordinamento: ferma restando l’indipendenza della magistratura, occorrerà fare in modo che il giudice sia realmente “terzo” fra la pubblica accusa e la difesa. Che il processo penale sia giusto, con garanzie certe per i cittadini, e si svolga in tempi ragionevoli, senza i quali non c’è effettiva giustizia. · Federalismo fiscale – È assolutamente necessario che ci sia una maggiore responsabilizzazione di Regioni, Comuni e Province nella spesa per i servizi di loro competenza. Il sistema della cosiddetta “finanza derivata” (con la maggior patte dei fondi erogati dallo Stato agli enti territoriali di governo) ha favorito la dilatazione della spesa pubblica rendendo più difficile il controllo diretto dei cittadini sugli amministratori. Il federalismo fiscale non mette in alcun modo in discussione l’unità del Paese, punta a renderlo più moderno ed efficiente. Per le aree economicamente meno sviluppate sono previsti “fondi perequazione”, che garantiranno lo stesso livelli di servizi in tutte le Regioni. · Pubblica amministrazione – Non si modernizza il Paese senza ridare efficienza a tutta la macchina pubblica, valorizzando le categorie del merito e della responsabilità. Gli apparati pubblici dovranno essere meno pletorici, più rapidi negli interventi, meno costosi. Nella pubblica amministrazione si celano nicchie di inefficienza e di spreco, che vanno assolutamente eliminati, per ridurre l’onere dei contribuenti. Ci sarà un’azione di sfoltimento e di razionalizzazione. L’abbassamento delle tasse passa anche per la riduzione della spesa pubblica e il governo è deciso a rendere più sopportabile il peso delle imposte. Diventa fondamentale "la centralità del cliente"; la p.a. deve soddisfare i bisogni e le aspettative dei cittadini che saranno chiamati ad esprimere una valutazione sui dipendenti e gli uffici pubblici di cui terrà conto il Ministero della Funzione Pubblica. 4)VIGILANZA RAI. NO A POLITICA DEI VETI (ANSA) - ROMA, 14 OTT - 'Con la politica dei veti non si va da nessuna parte e apprezziamo il clima svelenito di queste ultime ore, al quale avevamo contribuito gia' tempo fa dando la nostra disponibilita' alla presenza per raggiungere il numero legale in Commissione di Vigilanza, perche' cosi' la minoranza possa eleggersi al quarto tentativo il suo presidente'. Lo dice il capogruppo del Pdl in Vigilanza Alessio Butti, convinto che 'la questione Orlando e' un problema del centrosinistra dove sono diffusi i mal di pancia e con questo nostro atteggiamento consentiamo ad Orlando di sperare nel consenso di tutti e 18 i commissari della minoranza'.
Ma per Butti 'e' bene chiarire ad esponenti dell'Italia dei valori come Donadi, che dice 'Chi e' vigilato non puo' scegliere il vigilante'. Non abbiamo mai pensato di indicare il presidente della Vigilanza ma quantomeno di poter scegliere e l'ipotesi della rosa non ci dispiaceva. I vigilati non sono componenti della Vigilanza ma i servizi radiotelevisivi e le commistioni non esistono. E' proprio un retro pensiero che devia dalla realta' dei fatti: si legga l'intestazione esatta della Commissione per la quale ha indicato presidente'. (ANSA). 5) RAI - CONSULTA. VELTRONI SOTTOMESSO A DI PIETRO RAI-CONSULTA: BUTTI (PDL), VELTRONI SOTTOMESSO A DI PIETRO (AGI) - Roma, 15 ott - Il senatore Alessio Butti, capogruppo del Pdl in Vigilanza, ha dichiarato: "Penso che l'esito della riunione del PD, relativamente allo stallo in atto sia per la elezione di un giudice alla Corte Costituzionale che del presidente della Vigilanza Rai, fotografi assai bene la situazione di caos che regna nel centro sinistra. Ogni disponibilita' al dialogo offerta, con buon senso, dal centrodestra e' stata palesemente ignorata da un PD sempre piu' sottomesso, per questioni che nulla hanno da spartire con la Vigilanza Rai o la Corte Costituzionale, al partito di Di Pietro.
Sono le difficolta' relazionali tra PD e IDV, dovute alla tracotanza di Di Pietro e alla debolezza di Veltroni, a lacerare le istituzioni. Speriamo in una sorta di resipiscenza utile a rasserenare il clima nel centrosinistra, consentendo cosi' l'attuazione di quello che fino a poche ore fa sembrava un accordo fatto". (AGI) Com/Ted 151815 OTT 08 www.alessiobutti.it
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