ALESSIO BUTTI
  newsletter n. 93 del 24 ottobre 2008

martedì 28 ottobre 2008 10.18

 

NEWSLETTER del 24.10.08

 

LOCALE

1)"I soldi per la Pedomantana ci sono" Lo dichiara il ministro Matteoli al quotidiano "La Provincia"

NAZIONALE

2) Decreto Gelmini. Stenografico intervento del sen. Alessio Butti in discussione generale del Senato in data 22.10.2008

3) Scuola e Università. Tutte le bugie della sinistra

4) Rai, Vigilanza. Veltroni ci incoraggia a mettere veto

 

1) "I SOLDI PER LA PEDEMONTANA CI SONO". LO DICHIARA IL MINISTRO delle INFRASTRUTTURE MATTEOLI AL QUOTIDIANO "LA PROVINCIA"

 Siamo abituati alle reiterate promesse del ministro Bossi e della Lega in generale, soprattutto in materia di realizzazione di infrastrutture. Loro lavorano, loro promettono, loro realizzano, loro reperiscono risorse...tutto a parole. Nei fatti le cose sono assai diverse. Nulla è arrivato da Bossi sulla Regina, nulla sulla Lariana, nulla sulla A9 e, a quanto leggo, nulla sulla tangenziale di Como. Ognuno ha il suo stile, però credo sia più responsabile per un politico o per una forza di governo evitare di illudere i cittadini con proclami elettorali lanciati solo per riempire i giornali e successivamente far incazzare la gente che si sente presa in giro. Più responsabilità per tutti.

DaLa Provincia diGiovedì 23 ottobre 2008:

«I soldi per la Pedemontana ci sono»

Il ministro Matteoli rassicura e spiega: «Sono all’interno dei 5 miliardi già stanziati per l’Expo»


ROMA «Guardi, mi dia solo un attimo di

tempo e verifico bene la risposta che le voglio

dare. Sulla Pedemontana e sulle opere

al Nord voglio essere preciso, so quanto ne

hanno bisogno i cittadini lombardi; eppoi

per le tangenziali di Varese e Como c’è il senatore

Alessio Butti che, non passa una settimana

e mi arriva la sua telefonata per controllare

che tutto proceda e in commissione

tutte le volte mi fa la domanda sulla Pedemontana

…».

Chi parla è Altero Matteoli, siamo in via Nomentana

a Roma, al superministero delle Infrastrutture

che raduna competenza su strade,

ferrovie, aeroporti. Dunque, tra Alitalia

e il Ponte di Messina eccolo affrontare per

la "Provincia" il "caso Pedemontana". Sì, perché

su al Nord, gli spieghiamo, è in atto la

guerra delle cifre o meglio: il Pd dice che

non c’è il becco di un euro, l’assessore regionale

Cattaneo il contrario. Chi ha ragione?

Ed ecco in pochi minuti arrivare la risposta.

E’ contenuta in un report chiesto dal ministro

ai suoi uffici in tempo reale, dopo avere

letto quanto dichiarato nei giorni dai parlamentari

di Varese e Como, Marantelli e

Braga e cioè: «abbiamo passato al setaccio

i documenti in commissione e i 4,9 miliardi

per il 2009 sono spariti. Non ci resta che

presentare un emendamento per uno stanziamento

di 150 milioni all’anno per i prossimi

tre anni da destinare al completamento

delle tangenziali di Varese e Como».

LA"SENTENZA" DEL MINISTRO

Altero Matteoli legge un documento, come

si dice "bollinato", cioè confermato, dal suo

funzionario: «Nel Dpef con 24 miliardi di

euro di investimenti che ho presentato in

Parlamento, ho sempre precisato questa suddivisione

di spesa: 9 miliardi per le opere in

corso; i rimanenti 15 così distribuiti: 5 miliardi

per l’Expo, 5,7 per l’alta velocità Milano-

Verona e quelli che restano nelle opere

indicate nell’allegato Infrastrutture».

Scusi, ma il Pd sostiene che non ci sono i

milioni per i secondi lotti delle tangenziali

di Varese e Como? «Forse qualcuno finge di

non ricordare che la Pedemontana è una delle

17 grandi opere prioritarie inserite nel

"pacchetto Expo" e con quei 5 miliardi già

assegnati tutte e 17 hanno la copertura finanziaria.

Dunque i soldi per le tangenziali

di Varese e Como sono nei 5 miliardi per

l’Expo già stanziati». E’ questa, finalmente,

la "sentenza" del ministro che riprende le

parole dell’assessore regionale Cattaneo. «Ha

ragione quando dice che i primi due lotti

non solo sono finanziati, ma anche i contratti

di appalto sono stati firmati dalla C.A.L.,

una sorta di Anas regionale. Infatti, la società

Pedemontana ha un piano finanziario in cui

il concessionario garantisce una quota e il

pubblico un’altra. Lo Stato ha mantenuto i

suoi impegni e li manterrà anche in futuro,

quando sarà necessario effettuare la ricarica

di cassa». Dunque le dichiarazioni di

Altero Matteoli mettono fine, per il momento,

a un tormentone politico che ha creato

allarme e divisioni non solo fra i partiti di

centrodestra e centrosinistra ma pure fra le

categorie sociali della Locomotiva lombarda:

imprenditori, commercianti e artigiani…

IL "PADRINATO" BOSSIANO

A loro si erano aggiunti due blitz comaschi

di Umberto Bossi con al fianco il presidente

della Provincia di Como Leonardo Carioni.

«Se non ci sono i soldi per la Pedemontana

dirò a Tremonti che ci pensa la Lega»,

aveva minacciato il senatùr. Una dichiarazione

che ha infastidito non solo Alleanza

Nazionale, ma scopriamo anche il ministro

che coglie l’occasione per andare fino in fondo

sulla "verità" del caso Pedemontana e sulle

due tangenziali di collegamento. «Fra non

molto - afferma -, su invito del senatore Butti,

verrò in visita a Como e a Varese e sarò

ancora più preciso ed esaustivo. Non credo

che sarà decisivo l’intervento della Lega per

completare le opere di cui avete sicuramente

bisogno». A Matteoli, e non solo a lui, si

capisce che non va giù il "padrinato" bossia-

no sulla Pedemontana. Una polemica

tutta in casa governativa, una sfida che

però può solo giovare alla nascita di

un’opera attesa dagli anni Ottanta, da

quando un altro varesino - Giuseppe

Adamoli - era assessore ai Lavori Pubblici

e cercò invano di far partire un

progetto forse migliore dell’attuale.

In attesa della venuta del ministro Matteoli,

abbiamo cercato una conferma

o una smentita sull’esistenza del finanziamento

al suo predecessore, però

Antonio Di Pietro ha preferito «non

commentare», lasciando al suo capogruppo

in commissione Ambiente,

Sergio Piffari, una risposta non polemica.

Ed eccola: «capisco le preoccupazioni

dei parlamentari di Varese e

Como, il governo precedente aveva approvato

la copertura totale del progetto

della Pedemontana ma da un punto

di vista tecnico, cioè le righe del tracciato,

posticipando il totale dei finanziamenti

negli anni successivi. Solo

che ora, con il mancato introito dell’Ici,

le strade di mezza legge Obiettivo

(che prevede anche la Pedemontana)

risultano scoperte finanziariamente.

Dove li prenderà Matteoli questi soldi

che non ci sono più proprio non lo

so». Poi è arrivata l’assicurazione da

via Nomentana: i soldi sono nel "pacchetto

Expo".

IL FACCIA FACCIA LEGA-AN

E adesso aspettiamo Matteoli in riva

al lago, sarà una giornata interessante

anche politicamente. Finalmente

un "faccia a faccia" - ci auguriamo - con

tutti i parlamentari delle due province,

gli amministratori locali e le forze

trainanti di questo territorio, cioè le

parti sociali molto preoccupate sul destino

di una strada che dimezzerà i

tempi per arrivare sulla Milano-Brescia

con immensi guadagni sul costo

delle merci trasportate. Con Matteoli

sarà anche l’occasione per un chiarimento

politico definitivo fra An e Lega

comasche, dopo il licenziamento

in tronco del vicepresidente Francesco

Cattaneo deciso da Leonardo Carioni

per le «dichiarazioni inopportune

» rilasciate dal suo ex braccio destro

dopo la visita inaspettata di Umberto

Bossi il 26 agosto a Villa Saporiti. «Finalmente

faremo chiarezza», scandisce

da palazzo Madama il senatore Butti.

Alessandro Casarin

 

 

 

 

 

[ I NUMERI ]

24

Quello presentato in Parlamento dal ministro

Matteoli è un Dpef con 24 miliardi

di euro di investimenti

9

Dei 24 miliardi di euro complessivi, sono

nove quelli relativi a opere già in corso

15

I rimanenti 15 miliardi di euro sono così

distribuiti: 5 miliardi per l’Expo, 5,7 per l’alta

velocità Milano-Verona e 4,3 per le opere

indicate nell’allegato Infrastrutture

17

La Pedemontana è una delle 17 grandi

opere prioritarie inserite nel "pacchetto

Expo" e con quei 5 miliardi già assegnati

tutte e 17 hanno la copertura finanziaria.

«Dunque - come rassicura il ministro Matteoli

- i soldi per le tangenziali di Varese

e Como sono nei 5 miliardi per l’Expo già

stanziati»

 

 

 


 

 

 

 

2) RESOCONTO STENOGRAFICO INTERVENTO DEL SEN. BUTTI IN DISCUSSIONE GENERALE DEL SENATO SUL "DECRETO GELMINI" (22.10.2008)

 

BUTTI (PdL). Signor Presidente, onorevole Sottosegretario, alla Camera,

durante la XIII e la XIV legislatura – passate tra l’altro in Commissione

cultura – ho avuto modo di approfondire, e quindi di conoscere, anche

le piu` recenti ed importanti riforme della scuola: quella del ministro

Berlinguer del 1997 e poi quella del ministro Moratti del 2003, peraltro

parzialmente, anzi direi largamente, inattuata.

Questo provvedimento, che pur contiene spunti estremamente condivisibili

ed interessanti, non e` una riforma nell’accezione piu` classica del

termine (cosı` come non lo era quella del predecessore del ministro Gelmini,

cioe` di Fioroni), e lo fa fatto capire intelligentemente lo stesso Ministro.

Bisognerebbe pero` spiegarlo anche a qualche giornalista, a qualche

docente e anche a qualche collega.

Forse la piu` invasiva del sistema scolastico nel suo complesso fu proprio

la riforma Berlinguer che pero`, paradossalmente, fu anche quella

meno contestata dagli studenti, dagli insegnanti e dal mondo sindacale,

sintomo, questo, del controllo scientifico esercitato dalla sinistra sul

mondo della scuola.

Oggi, a proposito di contestazioni, accade qualcosa di molto pericoloso,

perche´ in alcune scuole, ed anche in qualche universita`, si respira un

brutto clima intimidatorio. E`

lecito manifestare, e` lecito contestare: non e`

lecito occupare. Quando si sfocia negli odiosi picchetti, tanto di moda negli

anni Settanta-Ottanta, quando si ricorre alla violenza fisica e all’occupazione,

lo Stato ha il dovere di intervenire e, se il Presidente del Consiglio

lo ha detto, ha doppiamente ragione.

Forse il voto in condotta andrebbe esteso anche a qualche docente un

po’ – mi si passi il termine – monello, che ho personalmente colto intento

a indottrinare mamme e bambini, raccontando ilarita` che farebbero impennare

gli ascolti dello «Zelig» di Canale 5. Stendiamo poi un velo pietoso

sulle dichiarazioni pavide e vergognose di qualche rettore che abbiamo

letto oggi sui giornali. La cosa straordinariamente grave e` la malafede

che aleggia: e` una protesta fondata palesemente sulla bugia.

In materia di maestro prevalente, sono molti, ad esempio, gli insegnanti

che io definisco «rivoluzionari», piu` sensibili ai propri destini occupazionali

(occupazione che non e` mai stata a rischio), che non alle positive

conseguenze educative e pedagogiche della novita` introdotta dal ministro

Gelmini. La sinistra e la burocrazia scolastica autoreferenziale se ne

infischiano della questione didattica e di quella pedagogica nella scuola,

preferendo concentrare la propria attenzione sulla funzione di ammortizzatore

sociale della scuola. Il 97 per cento delle risorse viene destinato

esclusivamente agli stipendi e pochissimo resta per la ricerca, per il merito,

per l’innovazione e anche per la formazione.

Abbiamo il dovere di intervenire per correggere le proporzioni, adeguandoci

al resto dell’Europa e consentendo alla scuola italiana di mantenere

il passo con l’evoluzione in corso. E`

questa mentalita` dello stipendificio

statale che va combattuta: un residuo ideologico della sinistra, che

hanno messo in ginocchio a suo tempo le Ferrovie, poi le Poste, poi Alitalia.

Nel Paese ci sono troppi insegnanti, peraltro pagati molto male, e cio`

si evince da qualsiasi seria ricerca condotta negli ultimi anni. Dobbiamo

risparmiare, dobbiamo farlo migliorando la qualita` della didattica e dell’organizzazione,

ridistribuendo intelligentemente le risorse, seguendo il

sano principio della riqualificazione della spesa.

Per la verita`, di quest’anomalia che ho appena rappresentato si era

gia` accorto l’allora ministro Berlinguer, uomo onesto e coerente, e aveva

proposto la riduzione di ben 100.000 unita` in cinque anni: nessuno protesto`.

E` tempo di invertire la rotta, che non significa licenziare o espellere

gli insegnanti dal mondo della scuola, ma qualificare e formare diversamente

il corpo docente. Mi domando: perche´ e` difficile verificare e giudicare

compiutamente il grado di preparazione di ogni singolo docente nel

corso della carriera? Perche´ nessuno puo` stimolare quella parte sana – grazie

al cielo ancora la maggioranza, anzi la stragrande maggioranza – del

corpo docente, desiderosa di migliorarsi e di aggiornarsi?

Oggi la sinistra, in evidente crisi di consenso, sfrutta il tema della

scuola per agitare le piazze giovanili che, da sempre, sono le piu` sensibili,

ma sono anche le piu` ingenuamente disinformate, come dimostrano alcune

inchieste giornalistiche condotte in questi giorni.

Anche il sindacato sta sfruttando cinicamente la scuola per tentare un

ricompattamento delle proprie fila dopo la Waterloo di Alitalia. Ho visto

sindacalisti e politici in TV strumentalizzare anche l’insostituibile lavoro

degli insegnanti di sostegno per studenti diversamente abili. La proporzione

di un insegnante ogni due studenti non e` mai stata in discussione.

Sul dimensionamento e l’accorpamento che pure – onorevole Sottosegretario,

la prego di ascoltare – e` un problema serio e delicato, soprattutto

se si considera il Paese nella sua morfologia, si e` scatenata una campagna

indegna. E`

chiaro che questa non e` materia del decreto, ma dobbiamo comunque

trovare un equilibrio tra i costi stratosferici per il mantenimento

di plessi scolastici periferici e la necessita` di non chiuderli tutti, perche´

ad essi va riconosciuta la funzione fondamentale di presidio del territorio

contro lo spopolamento delle valli e delle montagne (cioe` il 70 per cento

del nostro territorio). Questo equilibrio va ricercato saggiamente; siamo

certi che lo saprete fare. Glielo dico da lombardo, glielo dico da comasco:

il mio e` un territorio complesso. E ` vero che ci sono 10.000 classi con

meno di dieci alunni, ma attenzione ai tagli indiscriminati, attenzione all’economia

del territorio. Occorrera` coinvolgere le Regioni e gli enti locali

su questo processo che non puo` prescindere da una gestione corretta ed

informata del territorio. Stiamo, comunque, parlando dell’attuazione di

un provvedimento varato in pieno Governo Prodi, dettaglio che rende ancora

piu` odiosa l’opposizione della sinistra.

E del tempo pieno cosa vogliamo dire? Una lettura superficiale di

questo decreto convincerebbe chiunque del fatto che il testo nulla decide

sul tempo pieno, ma introduce solo un nuovo modello, quello delle 24 ore

settimanali, che non abroga i precedenti. Saranno le famiglie a decidere

quale modello adottare, perche´ a noi piace la liberta`.

Il voto in condotta, i libri di testo, l’educazione civica, l’edilizia scolastica,

tutto il resto passa in secondo piano. Alla piazza interessa solo la

demagogia piu` spicciola e a buon mercato, quella per garantire successo

alla manifestazione del prossimo 25 ottobre, quella per coprire la mancanza

di una proposta organica ed alternativa della sinistra sulla scuola.

La parola d’ordine e` distrarre la stampa e l’opinione pubblica dalle magagne

interne della sinistra generate dall’indisciplinato e ingestibile Di Pietro

e nascondere le debolezze di un Veltroni sempre piu` relegato all’angolo,

costretto a diventare estremista per intercettare l’attenzione e al quale anche

la web TV addomesticata di partito non da` un minimo di credibilita`.

La sfida vera e` ben altra, e mi avvio a concludere. La crisi della

scuola e` strutturale ed epocale; bisogna lavorare intensamente tutti insieme

– lo diciamo anche ai colleghi dell’opposizione, almeno a quelli volenterosi

– ed occorre cambiare tutto l’impianto educativo. Bisogna lavorare secondo

un disegno chiaro, il piu` possibile condiviso che metta al centro

dell’attenzione del legislatore lo studente e che rivaluti davvero la meritocrazia,

l’autorevolezza e la preparazione degli insegnanti.

Per il momento, signor Ministro, le auguriamo buon lavoro perche´ la

strada e` lunga e anche dissestata, ma da questa parte dell’emiciclo trovera`

il necessario sostegno. (Applausi dal Gruppo PdL. Congratulazioni).

 

 

3) SCUOLA E UNIVERSITA' TUTTE LE BUGIE DELLA SINISTRA

 

 TEMPO PIENO:

La sinistra dice che nelle scuole primarie verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E’assolutamente falso.

 

E’ vero invece che con il maestro prevalente e l’eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri disponibili per aumentare le classi a tempo pieno.

Già dal 2009-2010, 49.350 ragazzi in più usufruiranno del tempo pieno.

In cinque anni ci saranno 3.950classiin più a tempo pieno.

Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunniin più avranno il tempo. pieno.

ANNO

Aumento numero classi
con il tempo pieno

Aumento numero alunni con il tempo pieno

2009-2010

2350

49.350

2010-2011

2750

57.750

2011-2012

3150

66.150

2012-2013

3550

74.550

2013-2014

3950

82.950

 

 

 

NUMERO DEGLI ALUNNI: Dice la sinistra: gli alunni saranno 30 per classe. Assolutamente falso; Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo di 26 per classe.

 

MAESTRO UNICO: La sinistra afferma che con il maestro prevalente non sarà più approfondito l’inglese e diminuirà la qualità dell’insegnamento.

Invece la realtà è che al maestro prevalente saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione.

E per di più occorre osservare che in tutti i Paesi d’Europa esiste il maestro prevalente.

L’anomalia dei tre maestri è solo italiana.

E quando fu introdotta, la sinistra si schierò con la stessa veemenza di oggi per impedire la riforma dei tre insegnanti.

INGLESE: Alle scuole primarie lo studio delle lingue straniere non subisce alcuna variazione

ATTUALE

PREVISTO

1 ora - I elementare

Nessuna variazione

2 ore – II elementare

Nessuna variazione

3 ore – III IV V elementare

Nessuna variazione

Alle medie lo studio delle lingue straniere, se richiesto dalle famiglie, sarà potenziato a 5 ore settimanali

3 ore di inglese + 2 ore di una seconda lingua comunitaria sostituita dall’inglese se richiesto dalle famiglie

RAZIONALIZZAZIONE DEL PERSONALE: Verranno licenziati 87.000 insegnanti: falso!

Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori.

E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13.

E’ vero anche che in Italia nella scuola ci sono 1 milione e 350.000 dipendenti e sono troppi.

INSEGNANTI DI SOSTEGNO: La sinistra afferma che diminuiranno gli insegnanti per i diversamente abili.

Al contrario, la realtà è che gli insegnanti di sostegno sono oggi 93.000 e rimarranno 93.000 anche in futuro.

SCUOLE DI MONTAGNA: La sinistra dice: "Chiuderanno le scuole di montagna": Falso!

Perché nessuna scuola sarà chiusa. Sarà invece unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra)

VOTO DI CONDOTTA: La sinistra dice: "Si verrà bocciati con il 7 in condotta". Falso.

Solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si potrà essere bocciati con il 5 in condotta, ma sarà necessario il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di classe.

L’UNIVERSITA’ ITALIANA. QUELLO CHE LA SINISTRA NON DICE:

 

n      L’università italiana produce meno laureati del Cile

n      Non figura alcuna università italiana tra le migliori 150 del mondo

n      Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente

n      327 facoltà non superano i 15 iscritti

 

NESSUNA TRASPARENZA NEI BILANCI:

La sinistra non dice che l’università italiana è ridotta malissimo e non c’è trasparenza nei bilanci.

Il Governo al contrario vuole conoscere tutti i bilanci delle università e avviare controlli in 5 di queste con buchi in bilancio (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino).

I bilanci devono essere comprensibili e pubblicati su internet.

 

UNA PROTESTA SOLO POLITICA:

n      La protesta di questi ultimi giorni è una protesta politica che ha come obiettivo la lotta al governo Berlusconi, con la regia della sinistra e dei centri sociali

n      Gli universitari bruciano in piazza un decreto che riguarda la scuola e non c’entra niente con l’università

n      Tanto spazio mediatico a proteste che coinvolgono qualche migliaio di persone. Nessuno parla delle decine di migliaia di ragazzi che continuano a studiare a casa e a frequentare i corsi.

 

 

 

4) RAI, VIGILANZA. VELTRONI CI INCORAGGIA A METTERE VETO

 

 (ANSA) - ROMA, 22 OTT - 'Veltroni deve essere in uno stato di confusione mentale a causa dell'evidente insuccesso che lo sta travolgendo. In una trasmissione radiofonica ha sostenuto l'auspicio che quanto fatto per sbloccare la nomina del nuovo membro della Consulta, si possa fare anche per la nomina del presidente della Vigilanza Rai. Evidentemente, Veltroni ci incoraggia a mettere il veto su Orlando'. Lo afferma il sen. Alessio Butti, capogruppo del Popolo della Liberta' in Commissione di Vigilanza Rai.
'Ricordiamo, infatti, che il centrodestra - aggiunge Butti - ha proposto l'avvocato Frigo dopo che la sinistra, di cui Veltroni dovrebbe essere uno dei massimi esponenti, ha detto no a Pecorella. Siamo, quindi, gli unici 'veltroniani' sul campo.
Facciamo quello che ha fatto lui: non accettiamo l'imposizione di un candidato altrui. In omaggio alle direttive di Veltroni - conclude - diciamo no ad Orlando'.(ANSA).

STF 22-OTT-08 14:45 NNNN

 

 

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